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SCUOLA/ Se la scelta (reale) dei genitori funziona meglio di Eduscopio

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Il limite di Eduscopio sta tutto qui; il genitore ha già il suo indice qualitativo e se consulta Eduscopio, lo fa per trovar conferma di quanto sa già, ma dal momento che usa un indice qualitativo, aggiunge senza difficoltà altri parametri della stessa natura, quali: la ricerca dell'ambiente educativo adeguato al proprio figlio (libero, lassista, rigido, moralista, libero-lassista, moralista-rigido, alla Polonio di Shakespeare), il carico di lavoro per il figlio (giusto, troppo, inesistente), il ricordo della propria esperienza scolastica, il consiglio del prof. di matematica della scuola media, la presenza o l'assenza di un corpo docente stabile ed affidabile nella scuola, la personalità del dirigente scolastico, le attività extrascolastiche e i loro costi, il parere della vicina di pianerottolo, o dell'amica al campetto di calcio, le aule grandi o piccole, poche o tante, la socializzazione — elevata o bassa — possibile nella scuola, la presenza o l'assenza di ex compagni di classe (bravi, brutti, cordiali, antipatici, e delle di loro mamme).

Non sono questi tutti i parametri, non sono tutti da ritenersi idonei, ma sono reali, e determinano la scelta. Il genitore non ammette necessariamente tutti i parametri nella sua classifica, non ne fa la media, ma elabora una classifica, e sceglie. Come deve giustamente fare, perché un, anzi, due genitori, se sono ancora assieme nell'opera educativa del loro figlio, azzardano scelte su elementi qualitativi, perché legate non solo alla loro conoscenza e comprensione della realtà scolastica territoriale, ma anche e soprattutto del loro figlio, e al rapporto con lui. Ci sono figli docili, figli silenti ma ostinati, figli incerti, figli confusi; e bisogna saper parlare con ognuno di essi, perché la classifica del genitore, qualitativa quanto quella del figlio, non è a priori uguale o migliore di quella del figlio. Va verificata la congruenza fra le due classifiche, se esistono, e trovata la nuova "top three" (raramente la scelta, quella vera, va oltre tre scuole dello stesso tipo).

Eduscopio si ferma alla soglia della scelta, con il rischio pericoloso, soprattutto nella debolezza genitoriale che dilaga, che si scivoli davvero sull'indice FGA, rispetto al quale le osservazioni critiche già pervenute (assenza di trasparenza nella costruzione dei correttivi necessari per la comparabilità di percorsi universitari "diversi", facili o non facili, un criterio evidentemente qualitativo alla base di una scelta quantitativa) si sono arricchite man mano di altre considerazioni; ad es. la non comparabilità di scuole che maturino, ogni anno, una o due sezioni con quelle che ne maturino invece anche dieci, o l'assenza della misurazione del "valore aggiunto", cioè la differenza tra la situazione di partenza ed il risultato finale.

A questo punto, a cosa serve Eduscopio? A fornire quello strumento di valutazione che il Miur non vorrebbe o non potrebbe costruire, o a indirizzare gli studenti top verso le scuole top? 



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