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SCUOLA/ I dati oggettivi? Antipatici, ma necessari: Gavosto (eduscopio) risponde alle critiche

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Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli (LaPresse)  Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli (LaPresse)

Alcuni esempi. Ti faccio vedere le foto o il video di un avanzatissimo laboratorio di robotica fatto da alcuni miei studenti spacciandola come una condizione operativa costante nella mia scuola, quando invece si tratta di un'attività limitata all'ultimo anno di corso, di una sola classe, di una particolare sezione con una specifica curvatura del curricolo e realizzata grazie alla buona volontà di un docente. Oppure, ti faccio vedere i magnifici risultati raggiunti da due miei studenti alle Olimpiadi della matematica o al Certamen, lasciando intendere che la mia scuola non faccia altro che sfornare geni della matematica e della lingua latina. Ancora, ti parlo delle magnifiche e progressive sorti dei miei studenti immatricolati nei migliori atenei italiani ed esteri o assunti già prima che si diplomassero dalle imprese con cui la mia scuola ha intessuto rapporti di collaborazione strutturatissimi, senza produrre uno straccio di dato e quando va bene esibendo qualche testimonial.

Il portale eduscopio.it che indaga le performance dei diplomati all'università e sul mercato del lavoro, e che tanto fa inorridire Silvia Ballabio, altro non è che uno strumento messo a disposizione delle famiglie per ponderare queste affermazioni. Offre un riscontro oggettivo, empirico e chiaro alle affermazioni fatte dalle scuole negli open day o negli incontri con le famiglie. E lo fa basando le proprie analisi sugli esiti di tutti i diplomati e non dei 3-4 casi di eccellenza.

In questo svolge una funzione "complementare" e non "sostitutiva" rispetto alle informazioni già reperibili da altri canali ufficiali (si pensi al ricchissimo sito del Miur, la Scuola in Chiaro) o in forma diretta dalle scuole stesse. Eduscopio.it non è mai stato pensato né presentato come LO strumento di scelta, ma come UNO degli strumenti di scelta e centinaia di migliaia di famiglie lo usano ormai da anni in questo senso.

Sì, perché eduscopio.it rende disponibile questa informazione in forma gratuita e a tutti. A differenza del "passaparola" che tanto piace alla Ballabio e che invece favorisce solo circoli ristretti e ceti sociali culturalmente avvantaggiati.

Certo i dati hanno un terribile difetto: sono antipatici perché permettono di misurare il grado di affidabilità delle affermazioni, delle opinioni e delle percezioni individuali. E, si sa, a fronte di qualche giusta intuizione confermata, ci sarà sempre qualche mito sfatato col quale tocca fare i conti. Ma sarebbe ingiusto pensare che Silvia Ballabio abbia maturato questa sua opinione su eduscopio.it per via di un "reality check" troppo severo. 

È più probabile che il giudizio di Silvia Ballabio su eduscopio.it nasca invece da una cattiva informazione della quale è stata vittima. Altrimenti sarebbe difficile giustificare un'accusa che muove allo strumento che dovrei considerare infamante, se non fosse poco seria: quella secondo la quale in eduscopio.it vi sarebbe "assenza di trasparenza nella costruzione dei correttivi necessari per la comparabilità di percorsi universitari diversi".  



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COMMENTI
29/11/2016 - Non antipatici, ma non essenziali (Silvia Ballabio)

L'approccio qualitativo dei genitori anche nella valutazione degli elementi quantitativi che la ricerca Eduscopio prende in considerazione è reale. La sua bontà dipende (anche) dal rapporto educativo con il figlio. Operazione complessa, ma certo non post-truth. E non "semplificabile' scegliendo la scuola in cima alla classifica. Quanto alle perplessità relative ai criteri per elaborare l'indice FGA, sono già state sollevate. Sorprende tuttavia che il presidente della Fondazione Agnelli non degni di attenzione altre annotazioni, quali l'utilità dei dati in base a territorio, censo e ultimamente ricchezza.