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SCUOLA/ I dati oggettivi? Antipatici, ma necessari: Gavosto (eduscopio) risponde alle critiche

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Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli (LaPresse)  Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli (LaPresse)

Sono sorpreso dal fatto che Silvia Ballabio, che pure si reputa attenta e avvertita, non abbia avuto modo di leggere il documento tecnico che accompagna eduscopio.it e che è reso disponibile sul portale. Riporto qui il link per sua comodità nel caso le fosse sfuggito: a pagina 10 troverà un paragrafo che s'intitola "Primo step: la standardizzazione delle misure di outcome" nel quale viene descritta passo dopo passo tutta la procedura statistica adottata per normalizzare i voti universitari. Sono 4 paginette di formule e tabelle che una lettrice attenta come la Ballabio non avrà difficoltà a scorrere. Ovviamente, se avesse qualche dubbio residuo, la invitiamo a raggiungerci in Fondazione dove ripercorreremo insieme tutta la procedura econometrica, guarderemo insieme tutti i numeri e potrà darci i giusti suggerimenti per perfezionare lo strumento fino a renderlo infallibile. Come le sue percezioni.



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COMMENTI
29/11/2016 - Non antipatici, ma non essenziali (Silvia Ballabio)

L'approccio qualitativo dei genitori anche nella valutazione degli elementi quantitativi che la ricerca Eduscopio prende in considerazione è reale. La sua bontà dipende (anche) dal rapporto educativo con il figlio. Operazione complessa, ma certo non post-truth. E non "semplificabile' scegliendo la scuola in cima alla classifica. Quanto alle perplessità relative ai criteri per elaborare l'indice FGA, sono già state sollevate. Sorprende tuttavia che il presidente della Fondazione Agnelli non degni di attenzione altre annotazioni, quali l'utilità dei dati in base a territorio, censo e ultimamente ricchezza.