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SCUOLA/ Prove Invalsi e ansia da prestazione, aveva ragione Tocqueville

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Difficile dire quanto il successo/insuccesso dipenda dall'insegnante, ma l'ultimo rapporto Invalsi ha messo in luce una serie di elementi che rimandano a scelte culturali e di contesto che hanno un impatto forte sugli esiti delle prove: vogliamo qui ricordare nel Nord la minore presenza di anticipatari, di pluriclassi, di classi formate sulla base di una maggiore segregazione sociale e, in generale, di una popolazione meno polarizzata e dalle caratteristiche più simili tra loro di quanto non accada nel Sud. Solo un lavoro di squadra collettivo e che coinvolga tutti gli attori (docenti, dirigenti scolastici, personale Ata, studenti, famiglie in senso ampio, cittadini in senso ampio) può intervenire su questi elementi; lo spazio di azione del singolo insegnante c'è, ma si scontra con elementi che non può controllare da solo. Non è un caso che l'iniziativa "Amici di scuola" di Esselunga, catena di supermercati presente nelle regioni del Nord e in parte Centro del paese, sia stata rinnovata con un così ampio consenso sociale: è un'iniziativa che, per il successo che ha avuto, conferma il riconoscimento delle realtà scolastiche locali da parte di fasce trasversali di popolazione per età e caratteristiche. E' allora forse meglio tenere a mente le parole di un grande studioso di società qual è stato Alexis de Tocqueville secondo cui, nei paesi democratici, la scienza dell'associarsi è madre di tutti gli altri progressi.



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