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SCUOLA/ Dal character all'autonomia, la rivoluzione possibile

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La copertina del libro  La copertina del libro

Un buon educatore deve essere consapevole del fatto che nell'interazione virtuale la qualità dell'esperienza è analoga a quella dei rapporti con i pari o con gli adulti, ma deve saper costruire relazioni faccia a faccia significative, in cui restano presenti due elementi fondamentali per la crescita, l'idea della responsabilità e l'esperienza del principio di autorità, che entrano anche a comporre la dimensione etica e che sono invece assenti nel mondo virtuale.  

I contributi di Giuseppe Folloni e Giorgio Vittadini, Tommaso Agasisti e Piergiacomo Sibiano ci presentano un tema di grande interesse, e cioè la nuova accezione del concetto di competenza, e del ruolo che svolge nella formazione del capitale umano, che nel corso del volume viene ad assumere un significato molto più vasto di quello economicistico. Se le caratteristiche del mutamento che attraversa la società potenziano il peso delle abilità non cognitive, diviene centrale un concetto relativamente nuovo per gli economisti e per gli studiosi di educazione, quello di character, un concetto difficilmente traducibile che indica "non isolati aspetti dell'essere umano, ma un suo globale tratto che ha a che fare con ciò che caratterizza il profilo indivisibile e irripetibile della persona umana", e che sul piano educativo, come nota in un suo testo il sociologo Andrea Maccarini, ha come conseguenza "un crescente interesse sui progetti educativi rivolti al "bambino intero", cioè allo sviluppo personale al di là della misurazione degli esiti accademici. 

Il "bambino intero" ha in sé una dimensione di progettualità, di unicità, di collaborazione con gli altri che non può essere ridotta ai suoi saperi, ma li valorizza  come mattoncino di base per la costruzione di ogni singolo edificio. Come dicono ancora Folloni e Vittadini, "tutte e tre le funzioni di un processo educativo, dunque, generazione di basic skill, competenze professionali/tecniche, personalizzazione di funzioni complesse, allargano le capacità: quelle individuali, quelle collegate al dialogo e al giudizio critico sulle condizioni esterne, quelle che definiscono principi e modalità di comportamento, ciò che è ritenuto giusto e opportuno e ciò che non lo è, vale a dire le dimensioni che riguardano il modo di stare di fronte al reale, nelle sue caratteristiche quotidiane".

Queste modalità di educazione che si stanno rivelando non solo centrali, ma essenziali nella società attuale, e probabilmente ancor più in futuro, comportano anche delle conseguenze sul modello organizzativo. Nel recupero delle agenzie tradizionali e nel dialogo con le nuove, essenzialmente le rete, la scuola così come siamo abituati a pensarla rischia di uscire sconfitta, come mostrano da un lato la tentazione di recuperare forme premoderne, come l'educazione esclusiva in famiglia (home schooling), e dall'altro l'ipotesi che si possa sostituire con le tecnologie la relazione educativa.  



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