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Educazione

SCUOLA/ Cambiare il "buco nero": una proposta di riforma dei cicli

Come cambiare i cicli scolastici? Cominciando dal "buco nero" della scuola italiana, le medie, per farne invece il fulcro del percorso. La proposta di GIUSEPPE SANTOLI

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Dopo la legge 107/2015 di riforma della scuola altre novità sono annunciate: l'estensione a circa 100 scuole della sperimentazione che prevede il conseguimento del diploma di maturità in quattro anni,  sia licei sia istituti tecnici e professionali, e l'ennesima riforma degli esami di Stato. 

La scuola nei quasi settant'anni della Repubblica ha subito un mutamento quantitativo di notevole dimensione fino a rappresentare esso stesso un mutamento qualitativo, soprattutto nel secondo ciclo. I governi che si sono succeduti hanno sicuramente assecondato lo sviluppo scolastico, ma quasi mai lo hanno governato. Con riferimento al solo esame di maturità, la sua prima riforma del 1969 fu un tipico provvedimento d'emergenza, pudicamente definito sperimentale ma destinato a durare per un trentennio. Poi si sono susseguite tre riforme nel 1997, nel 2001 e nel 2007. 

La scuola è stata inondata da una marea di norme che prevedevano interventi su singoli segmenti del sistema. Una riforma strisciante è stata quella attuata attraverso le cosiddette sperimentazioni, che hanno comunque rappresentato un segno di vitalità del sistema scolastico. Ma è stata una tela di Penelope. Ogni governo ha disfatto e rifatto il lavoro "della notte prima" per creare con dovizia di dettagli il proprio progetto di scuola, spesso non adeguato se non addirittura dannoso. 

Ci sono stati diversi interventi normativi che hanno riguardato la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e quella secondaria di secondo grado. Mai una riforma organica che interessasse l'intero ciclo scolastico. Eppure il nuovo millennio si era aperto con la legge 30/2000 (Berlinguer) che prefigurava un tentativo di riforma complessiva dei cicli scolastici con la riduzione di un anno del percorso scolastico. Il piano di Berlinguer, però, fu presto abrogato dalla legge 53/2003 (Moratti). 

Tutti i governi successivi hanno fatto la loro riforma e la scuola è stata sempre più terreno di scontro e di propaganda, dove tra riforme e controriforme si è determinato un sostanziale immobilismo e molta confusione. 

La grande assente di tutte le riforme è stata la scuola media, nonostante secondo un giudizio diffuso rappresenti l'anello debole dell'intero percorso scolastico. Questa nasce nel 1962, anche se solo con i programmi del 1979 la scuola media divenne il secondo ciclo della scuola di base. Le riforme hanno messo il cappello e le scarpe al sistema scuola, ma l'hanno lasciato spoglio nella parte centrale, quella più importante, che interessa un periodo significativo della crescita degli alunni, caratterizzato da notevoli cambiamenti e necessità di scelte nel prosieguo degli studi. Un segmento scolastico troppo breve che non permette di riflettere sulla propria identità e di maturare consapevolezza sulle effettive propensioni. Un percorso precocemente specializzato, statico e uguale per tutti.