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MOBILITÀ SCUOLA 2016/ News, da metà marzo le domande online (ultime notizie oggi, 11 febbraio)

Mobilità scuola 2016, news: firmato il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Scuola dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Snals. Contraria la Gilda 

Immagini di repertorio (Infophoto) Immagini di repertorio (Infophoto)

Dopo la firma del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Scuola escono le tempistiche sulla mobilità scuola 2016. L'intesa stata firmata ieri al ministero dell'Istruzione dai segretari generali di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals ma non dalla Gilda degli Insegnanti. Il Miur, secondo quanto riportato da OrizzonteScuola ha poi pubblicato una nota sui contenuti e sulla tempistica della mobilità: "Entro 30 giorni il Ministero dell’Economia e il Dipartimento di Funzione Pubblica procederanno alla prevista certificazione;  l’atto sarà trasmesso poi alla Corte dei Conti per la registrazione;  le operazioni di mobilità inizieranno con la presentazione delle domande a metà marzo e si completeranno entro luglio". I punti chiave riguardano gli assunti entro l’anno scolastico 2014/2015; gli assunti nelle Fasi cosiddette Zero ed A del Piano di assunzioni della Buona Scuola; gli assunti nelle Fasi cosiddette B e C della Buona Scuola, provenienti dal concorso; gli assunti nelle Fasi B e C della Buona Scuola provenienti da graduatorie ad esaurimento. (clicca qui per leggere i dettagli)

Conclusa, per quanto riguarda la mobilità scuola 2016, la trattativa sul nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Scuola. Il contratto è stato firmato ieri al ministero dell'Istruzione dai segretari generali di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals. Contraria la Gilda che non ha firmato l'intesa: “La Gilda degli Insegnanti, in linea con quanto già espresso negli incontri che si sono succeduti nei giorni scorsi al Miur, non firma il contratto sulla mobilità”. A dichiararlo è il coordinatore nazionale Rino Di Meglio. “Il nostro rifiuto di siglare l'intesa - spiega Di Meglio – è coerente con la lotta portata avanti sin dall'inizio contro la legge 107/2015 e i suoi pilastri rappresentati da ambiti territoriali e chiamata diretta senza alcun tipo di graduatoria e criteri oggettivi. Si tratta di un contratto che creerà un'ingiusta disparità di trattamento tra docenti che svolgono lo stesso lavoro”. “Oltre a violare i principi di giustizia e uguaglianza, questa nuova mobilità scatenerà gravi problemi organizzativi e uno strascico infinito di contenziosi. Ciò dimostra che la riforma voluta a tutti i costi dal Governo è sbagliata e non rispetta la Carta Costituzionale”.

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