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SCUOLA/ Dirigente scolastico, l'uomo solo al comando che non funziona

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Ad esempio, in base a quale contratto di docenza si potrà utilizzare il docente dell'organico dell'autonomia, magari fra più scuole dello stesso ambito territoriale? La formazione è un dovere (riprenderò poi il tema), ma le 40 ore a disposizione per il collegio docenti e le sue articolazioni sono già sature. Neppure un preside sceriffo riuscirebbe a "riportare ordine": la quadratura del cerchio non rientra nelle sue competenze.

4) Un tema ci sta particolarmente a cuore ed è la formazione. La legge la definisce "obbligatoria, permanente e strutturale". La Nota Miur del 7 gennaio 2016 si spinge oltre e anticipa che il Piano nazionale di Formazione "porrà l'enfasi sull'innovazione dei modelli di formazione" e critica i "corsi di aggiornamento routinari e basati essenzialmente su conferenze". Non possiamo che essere soddisfatti di questa impostazione, ma ci permettiamo di sottolineare che allora anche il problema dell'organizzazione dei corsi non potrà essere affrontato in modo tradizionale, come invece sembra essere iniziata l'impostazione dei corsi per i neodocenti. La stessa nota prosegue dicendo che "è altresì auspicabile che in questo sistema in costruzione siano pienamente valorizzati il ruolo delle associazioni professionali e disciplinari dei docenti". Noi ci associamo anche al successivo richiamo che siano valorizzate le reti di scuole e auspichiamo che gli Usr verifichino l'efficacia dei corsi di formazione che finanziano, per evitare un "addestramento" centralistico che spesso si è rivelato poco utile.

5) Da ultimo: la 107 ha aggiunto al numero già elevato di responsabilità del ds una nuova serie di impegni che lo vedono protagonista. Per un simile ruolo forse la definizione meno approssimativa è quella di leader della complessità. Un tale leader identifica come risorsa centrale dell'organizzazione le persone e attorno ad esse decide quali siano le altre risorse alle quali attingere per la realizzazione dei progetti.

Solo con questa valorizzazione le persone diventano soggetti che partecipano alla vita della scuola, in quanto condividono i fini e le attività che in essa si svolgono: sono motivate a contribuire ad essi, con atteggiamenti coerenti. Sottolineo che quando parlo di partecipazione non mi limito all'aspetto tecnico-professionale (importante, ma non unico), bensì anche a quello che ha che fare con le relazioni che caratterizzano la vita scolastica. Se esse sono impostate correttamente generano anche autonomia, innovazione, senso di appartenenza, tutti elementi che concorrono a fare diventare la scuola un ambiente vivo.

Il ds con la 107 teoricamente può valorizzare la persona: con la formazione, con eventuali incentivi economici. Ma l'obiettivo a cui puntare è la possibilità di creare condizioni perché le persone riconoscano un significato nel lavoro svolto e ne siano gratificate.

Si diano però al ds gli strumenti per poter esercitare la sua leadership e creare ambienti quotidiani nei quali la persona possa trovarsi bene, altrimenti la quotidianità diventerà difficile da gestire e anche le scelte innovative presenti nella 107 non potranno essere realizzate.



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COMMENTI
15/02/2016 - Buona Scuola: i d.s.mettono le mani avanti – 1/2 (Vincenzo Pascuzzi)

1) A scuola, si muore cadendo da una sedia, da SEDUTI! È accaduto a Christian Lombardozzi di 16 anni. A scuola un prof, Stefano Rho, viene licenziato in tronco perché – 11 anni prima – aveva compiuto “atti contrari alla pubblica decenza”, aveva fatto pipì all’aperto, in luogo appartato, di notte e a servizi igienici chiusi. A scuola, una ragazza di 15 anni viene espulsa – senza potersi difendere - dal Convitto nazionale dal preside mentre è in rianimazione e poi in terapia intensiva a causa di una sbronza a Carnevale. A scuola, 200.000 docenti abilitati si preparano per un concorso inutile e dispendioso che ne sceglierà 63.712 per essere arruolati o …. ambitati il 1° settembre. A scuola, 250.000 docenti saranno coinvolti nella mobilità 2016, articolata in 4 fasi: 0, A, B, C. A scuola, il ministro Giannini esulta per 30 ricercatori italiani premiati in Europa, ma 17 sono cervelli in fuga, tanto che una di loro la raggela con "Cara ministra, giù le mani dai miei meriti”. A scuola, il cupo sottosegretario Faraone coglie ogni occasione per fiondarsi in Sicilia, dove ha in corso la clonazione della Leopolda. 2) In questo contesto, accade che Renzi debba fare mea culpa ammettendo il 7 febbraio: «Abbiamo sbagliato» e «Sulla scuola abbiamo fatto qualche pasticcio». Senza indicare quale o quali, né indicare rimedi e correzioni. Vedere il video “Il punto di Lucio Ficara”.

 
15/02/2016 - Buona Scuola: i d.s.mettono le mani avanti – 2/2 (Vincenzo Pascuzzi)

3) Sulla scia delle ammissioni renziane, alcuni presidi si sentono incoraggiati e decidono di denunciare i “pasticci” dal loro pdv. Così, Mauro Monti, il 12 febbraio, osserva che “La Buona Scuola ha aperto tanti fronti, ma il ‘motore’ è imballato” e poi Franco Tornaghi, il giorno dopo, segnala la solitudine del preside, l’aumento del carico di lavoro e responsabilità, la rigidità e la complessità del contesto (norme, prassi, uffici Miur), la mancanza di strumenti per operare. 4) Le argomentazioni di Monti e Tornaghi sono fondate e valide in relazione al loro pdv e funzione di d.s., che condividono e dovranno applicare la l. 107, che gradiscono l’idea di scuola aziendalistica, verticalizzata, la denominazione di “manager”, cioè condottiero o ammiraglio con sottintesi contenuti e poteri taumaturgici. Le osservazioni sono però tardive, arrivano a “buona scuola” approvata già da 6 mesi, appaiono minoritarie o individuali (2 d.s. su 8.123 presidi) anche se altri potranno aggiungersi, sono in qualche modo corporative ed egoistiche, costituiscono comunque una posizione chiara e precisa verso Miur e governo. Insomma pochi o alcuni presidi cominciano a mettere le mani avanti, a lasciare traccia dei loro avvertimenti, a cautelarsi, a costituirsi un alibi minimo del tipo “noi ve l’avevamo detto!”. Fanno bene!

 
13/02/2016 - Osservazioni condivisibili, ma... (Gabriella Villa)

non dimenticherei che si continuano a fare le nozze con i fichi secchi! L'inquadramento economico dei dirigenti scolastici è ancora ben lungi dal riconoscere equamente il carico di lavoro e di responsabilità che ogni dirigente quotidianamente affronta.