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SCUOLA/ Francesco e Kirill, il senso della storia insegnato ai giovani

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Il Patriarca Kirill incontra Francesco a Cuba il 12 febbraio scorso (Foto L'Osservatore Romano)  Il Patriarca Kirill incontra Francesco a Cuba il 12 febbraio scorso (Foto L'Osservatore Romano)

Ma così non fu, benché l'atto di unione della Chiesa greca con quella latina sia stato siglato dalla due autorità, quella latina e quella bizantina, e faccia bella mostra di sé alla Laurenziana di Firenze, scritto su due colonne, il testo latino a sinistra, il testo greco a destra, con le annesse bolla papale in piombo e bolla imperiale in oro. Il Decreto di unione della chiesa latina con i greci (Laetentur caeli) riferisce dei "padri occidentali e orientali [che] dopo un lunghissimo periodo di dissensi e di discordie, affrontando i pericoli del mare e della terra, superate fatiche di ogni genere, sono convenuti, lieti e alacri, a questo santo concilio ecumenico col desiderio di rinnovare la sacratissima unione e ristabilire l'antica carità". Questo passaggio riecheggia oggi nella dichiarazione congiunta di Francesco e Kirill e risuonò allora, nel duomo di Firenze, proclamato nelle due lingue della classicità da cardinali grandiosi nei loro paramenti. Una eco di tanto splendore la rinveniamo, probabilmente, ancora a Firenze nella cappella del palazzo Medici Riccardi, che Benozzo Gozzoli affrescò per Cosimo de' Medici (1459) per dare compimento ad una scena dell'Incarnazione. Nel Corteo dei Re Magi, parte di questa scenografia adorante, sono ritratte, oltre ai membri della famiglia Medici, anche le personalità che arrivarono a Firenze in corteo in occasione del concilio di vent'anni prima.

Mentre Benozzo dipingeva, scrive Bargellini nella sua insuperabile Guida di Firenze, i Turchi si affacciavano sul Mediterraneo e tutto l'Occidente cristiano ne tremava. Non valse proclamare altre crociate ad allontanare gli "infedeli", anche perché i propositi di muovere contro gli Ottomani fallirono per la divisione delle potenze europee. E la cristianità si trovò monca di un suo polmone, mentre l'eredità dell'Oriente greco fu a vantaggio della Russia, la "Terza Roma", una radice lontana di quello che oggi proclama il documento congiunto firmato a Cuba. 

Prima di riprendere quest'ultimo punto, facciamo una seconda tappa dell'ipotetico viaggio storico-artistico e portiamoci ad Urbino, esattamente di fronte alla Flagellazione di Piero della Francesca, conservata nel Palazzo Ducale, uno dei dipinti più enigmatici di tutta la storia dell'arte italiana. Qual è l'esatto significato della rappresentazione? Chi sono i personaggi che fanno da cornice al Cristo flagellato? Difficile riassumere in due parole i tanti fiumi di inchiostro spesi per decifrare l'opera. Lasciando a chi vuole il piacere di approfondire le ultime ricerche (Ginzburg, Ronchey), si può accennare al fatto che se la data di composizione è intorno al 1459, il capolavoro potrebbe rappresentare proprio il cristianesimo d'oriente martirizzato dalla conquista islamica. Naturalmente si tratta di una interpretazione rivista e rivedibile. Ma suggestiva. 



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