BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ L'ora di letteratura e l'errore di certi cattolici

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

L'abbinamento di "solo" con "Altissimo"del resto è della liturgia, e lo ripetiamo nella messa quando recitiamo il Gloria"Quoniam tu solus Sanctus, tu solus Dominus, tu solus Altissimus, Jesu Christe". Si aggiunga che l'epiteto del Cristo si confà al Cantico di Francesco, dove le creature non richiamano tanto la Genesi ma il Credo niceno della messa, là dove recita che per mezzo del Figlio tutte le cose sono state create.

Ma che cosa significa spostare questa virgola? Non si tratta di un'inezia: pensare che le lodi andassero solo al Signore costrinse i critici ad arrampicarsi sugli specchi, a  fantasticare che le creature, anziché essere causa di lode a Dio e degne anch'esse di lode, fossero lodanti e messaggere delle lodi all'Altissimo. Si precisava che le lodi vanno non solo al Creatore, ma anche alle creature, su quel mondo così bello su cui ricadono le lodi fattein primis al suo ineffabile Creatore. Con il solo spostamento di una virgola, restaurando perciò la forma originale che il testo doveva avere, comprendiamo che Francesco contesta l'eresia càtara, quel radicalismo manicheo che vedeva nel mondo e nella materia il male, la miseria, la corruzione, il regno di Satana. Emerge allora in piena luce la religiosità gioiosa di Francesco, il santo poverello che amava la vita terrena oltre che quella eterna. Spostando una virgola centriamo il senso dell'intero cantico, quello perfettamente compreso da papa Bergoglio, che con la sua enciclica ha esaltato la bellezza del mondo messa a repentaglio dall'avidità, partendo proprio dal testo formidabile dell'Assisiate in cui la poesia si fa preghiera e la preghiera poesia.

Questa è la sensazione che io ho tratto dal contatto coi Colloqui Fiorentini.

Permettetemi un'ultima riflessione, non retrospettiva ma prospettica, volta all'oggi e al domani. Ricorro — perdonatemi — a una metafora calcistica, e mi chiedo se, per chi è nutrito di valori umanistici e cristiani, sia meglio giocare in attacco o in difesa. Chi è convinto che la letteratura sia portatrice di valori ideali, culturali e umani, e dunque anche spirituali, indipendentemente dall'appartenenza confessionale o meno dell'autore (ripeto fra parentesi che non voglio ascrivere Foscolo, Leopardi o  Pirandello al novero degli scrittori credenti, ché rifiuterebbero) penso che si perda la partita a rinchiudere l'insegnamento della religione in un recinto protetto, che è sempre più arduo difendere. Per troppo tempo i cattolici nella scuola hanno giocato in difesa, salvaguardando nella scuola pubblica l'ora di religione vieppiù disertata, trincerandosi nelle scuole private, blindando l'Università Cattolica come un fortino autoreferenziale. Occorre piuttosto, a parer mio, giocare all'attacco, portare nelle discipline profane — la letteratura e la storia, la filosofia e la scienza — la necessità di una competenza senza la quale mal si comprendono quelle discipline, se ne depotenziano le risorse. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
21/02/2016 - letteratura? (roberto castenetto)

Pienamente d'accordo. Ma nelle scuole ormai c'è un fenomeno nuovo. Ai ragazzi, sin dal primo anno, vengono propinati libri della Mazzucco o di Khadra (vedi manifestazione Dedica di Pordenone, che si svolgerà nei prossimi giorni e che scimmiotta i Colloqui fiorentini), tanto per fare due nomi, dove è un po' difficile trovare l'umano. Anni fa io ho letto "Ragazzi di vita" nel biennio di un liceo e sembrò un'impresa audace. A questo punto però bisognerebbe avere il coraggio di far leggere "Petrolio" e far vedere "Salò o le 120 giornate di Sodoma", in modo da rendere consapevoli gli studenti del mondo in cui vivono.