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CONCORSO SCUOLA 2016/ I dubbi (e i ricorsi) "nascosti" nel bando

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Per di più, questa situazione pone forti dubbi sul raggiungimento dello stesso obiettivo principale di questo primo concorso, ovvero la capacità di coprire le cattedre rimaste vacanti dal precedente piano assunzionale straordinario per assenza di abilitati, come ad esempio nel caso della matematica, considerato che lo scorso anno, nonostante l'immissione in ruolo di circa 55mila nuove unità di personale, compreso l'organico del potenziamento, le scuole sono dovute ricorrere a docenti non abilitati (circa 27mila sulle 100mila supplenze di quest'anno) per assegnare le supplenze necessarie a coprire le cattedre rimaste vacanti. 

Peraltro, il ministero avrà potuto determinare il numero dei posti da bandire per ciascuna  Regione solo in base ai posti vacanti in organico di diritto. In altre parole, il concorso bandito non ha potuto ovviamente considerare i posti effettivi che rimarranno vacanti in ciascuna Regione; pertanto si tratta solo di attendere la grande mobilità straordinaria — quella della legge 107 riservata agli immessi in ruolo fino al 2014/15, a cui si aggiungerà quella per gli ultimi assunti — che travolgerà la scuola italiana, con un assestamento di organici che potrebbe durare per tutto l'anno scolastico 2016/2017; molto peggio di quanto sia già accaduto quest'anno. 

Visto che la cosiddetta "Buona Scuola" si sta sempre più riducendo all'attuazione della più grande immissione in ruolo di insegnanti di cui la scuola non aveva bisogno, anche con questo concorso si rischia di attuarla nel modo peggiore.

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