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SCUOLA/ Insegnare bene? E' solo questione di stile

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Vincent Van Gogh, Campo di grano con cipressi (1889) (Immagine dal web)  Vincent Van Gogh, Campo di grano con cipressi (1889) (Immagine dal web)

Considerando i diversi stili e le loro rispettive fondazioni la storia dell'arte smette le sue vesti museali e si riconosce "come il luogo delle nostre interrogazioni e dei nostri stupori".
L'opera d'arte, come la parola, non è che un tentativo, una provocazione lanciata agli altri nel tempo a venire, un atto libero che interpella la libertà altrui e che sa generare una intersoggettività, una "vita universale", un "ordine [non preordinato ] di verità comune", in cui solo è possibile una coesistenza. L'arte non è dunque un mero strumento di piacere, ma un vero e proprio organo dello spirito nel quale si manifesta l'inesauribile profondità delle "cose". Segni, linee e figure non smetteranno più di parlarci del senso del mondo, poiché "al vero è essenziale presentarsi, inizialmente e sempre, in un movimento che decentra, distende, sollecita la nostra immagine del mondo verso un senso più profondo". L'attività dell'artista è per natura inesauribile e innestata nel presente, "è il senso di una genesi [che] non può totalizzarsi fuori del tempo, ed è ancora espressione. […] Se il pittore prende il pennello, è perché in un certo senso la pittura è ancora da fare". 

E a scuola? È possibile che il lavoro quotidiano della didattica abbia la fecondità del gesto dell'artista? Qual è il nostro stile? Quale "fondazione" di senso stiamo favorendo? Come tentiamo di andare oltre la memoria breve dei nostri allievi e insediare i nostri insegnamenti nella loro memoria a lungo termine? Con quale metodo? Ogni insegnante, che non voglia diventare tiranno o ridursi alla sterilità, è aiutato da queste inaggirabili domande, tra lezioni e viaggi di istruzione, tra scrutinii e recuperi. Nell'orizzonte di un mondo sempre più pervaso e affascinato dalle tecnologie e segnato dal relativismo valoriale il problema del metodo, nell'accezione merleau-pontyana di stile, ritorna ad essere il problema fondamentale dell'insegnare. Un metodo fondato su un senso unitario e vissuto del sapere e incarnato in tentativi specifici e condivisibili, può favorire che la scuola rimanga un luogo vivo di educazione e non si riduca a una noiosa visita di un Museo che raccoglie morte vestigia del passato.



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