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SCUOLA/ Una prof a Renzi: se è un'azienda, cominciamo a valutare (sul serio) i dirigenti

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Perché i dirigenti non si concentrano su queste problematicità? Chi sa stare in classe, chi prepara le lezioni, chi si aggiorna, chi espleta il proprio lavoro al meglio che può perché crede in quello che fa, si sta trovando ad avere a che fare con un tipo di dirigente che guarda alla forma, minaccia visite ispettive, tratta questioni delicate con estrema fretta, non mostra alcuna stima del corpo docente, agisce in maniera non trasparente e al tempo stesso fa finta di non vedere chi invece non svolge la propria funzione in modo professionale (non sorveglia i ragazzi lasciando scoperta la classe, ecc. e mi fermo per decenza). Ma i dirigenti dicono "di avere le mani legate", sono troppo impegnati a svolgere altre attività piuttosto che trovare una strategia per affrontare i problemi veri. 

Ci troviamo dunque di fronte ad una legge che getta nel caos e nel discredito l'intero corpo docente, una legge che affronta la questione al contrario pensando di valorizzare i docenti offrendo loro qualche briciola di stipendio in più. Il comitato di valutazione, così come è concepito, va a inserire fra i colleghi una competizione che nella scuola non dovrebbe essere presente se non per osmosi di esempi virtuosi. Una riforma dovrebbe apportare dei miglioramenti al precedente stato delle cose e non mettere in discussione ciò che funziona. Attendo un Suo cenno. 



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COMMENTI
14/03/2016 - La corporazione dei … fachiri e dalit della scuola (Vincenzo Pascuzzi)

Continuare a parlare – come fa Roberto Pellegatta – di corporazione dei docenti, causa del declino della scuola, ecc. è un ossimoro – un po’ come inventarsi la corporazione dei …. fachiri e dalit della scuola – e insieme significa colpevolizzare le vittime, viste le condizioni lavorative e retributive dei docenti stessi. I sindacati NON tutelano la categoria, ma brillano per assecondare le baggianate ministeriali e governative, forse in cambio di favori per loro stessi. Miur se li trastulla come vuole. Infatti corporazioni e sindacati non sono potuti intervenire nei contenuti della riforma, sono stati esclusi dal percorso della l. 107. È facile e demagogico invocare la valutazione per tutti “presidi, docenti, amministrativi e burocrazia”, una valutazione severa, punitiva e senza pietà (via incapaci, fannulloni, contrastivi, disfattisti, sabotatori, spie e traditori!), ma chi la fa questa valutazione? E quanto ci verrebbe a costare? E chi forma, seleziona, abilita, valuta i valutatori?

 
12/03/2016 - Ed attenderà invano... (Franco Labella)

Non vorrei sminuire con una facile previsione l'analisi sensata, obiettiva e non livorosa della collega De Cillis. E' di tutta evidenza, però, che il meccanismo del bonus non serve, come del resto argomenta bene l'autrice, a migliorare il sistema scolastico né a risolvere quelle situazioni, descritte con altrettanta chiarezza rispetto alla critica generale, che sono patologiche. Se, infatti, l'obiettivo fosse stato quello (migliorare il sistema scolastico) non si sarebbe inserito in una valutazione di processo la valutazione di singoli posto che stiamo parlando di successo formativo di studenti e non di assemblaggio di automobili o di costruzione di cucine. Non si sarebbe, con protervia e disprezzo assoluto dei docenti (tutti, non della minoranza restia al cambiamento, fatta approvare una legge che qualcuno scopre solo avere formulazioni generiche ed ambigue o foriere di interventi interpretativi non del solo legislatore anche proprio sul tema del bonus. Mi riferisco, ad esempio, alla formulazione dello stesso come retribuzione accessoria (c.128) o alla assoluta genericità ed inutilizzabilità dei "criteri" ed ambiti previsti nel comma 129. Del resto basterà avere un poco di pazienza e se qualcuno, sperabilmente, vorrà fare un illuminante e meritorio lavoro di raccolta dati sui pareri elaborati dai cdv delle scuole italiane, si vedrà il risultato dell'ennesima operazione propagandistica. Ho appena ascoltato il peana sulla prossima "rivoluzione": lo SPID. Ne riparliamo

 
12/03/2016 - Queste difese corporative !! (ROBERTO PELLEGATTA)

Tutta l'argomentazione può essere riferita alla qualità delle prestazioni della media dei docenti. La difesa della corporazione, fatta da un docente o da un preside, è stata tra le cause del declino della scuola italiana. Non a caso i sindacati hanno sempre brillato in questo. La valutazione va introdotta per tutti, presidi, docenti, amministrativi e burocrazia, ognuno per le responsbailità che deve esercitare. Detto per inciso: questa vicenda del Comitato di valutazione e del bonus non ha nulla a che fare con la valutazione. E' quanto di più abborracciato si potesse mettere in piedi. Anche se sarebbe una bella occasione per la categoria dei docenti per avere un sussulto di difesa delle proprie qualità.