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CONCORSO SCUOLA 2016/ Politici e docenti sono le prime vittime del Miur

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Jim Carrey in "The Truman Show" (1998)  Jim Carrey in "The Truman Show" (1998)

Il secondo effetto è che un campo così vasto lascia spazio ad ogni arbitrio possibile in fase di valutazione e di correzione. Essendo scarsamente diffusa la figura di Pico della Mirandola, non sarà difficile bocciare o promuovere a capocchia. Dipenderà dalla soggettività e dal buon senso di chi corregge. Oppure dovremo aspettarci delle nuove linee-guida per i correttori?

Non stupisce che l'apparato ministeriale produca dei concorsi-monstre. E' l'unica cosa che ha sempre fatto. Colpisce molto l'assenza della politica in tutto ciò. Lo spirito della Buona Scuola si è perso nel labirinto burocratico. Solo che a pagare lo scontento dei candidati respinti e quello dei ragazzi e delle famiglie per la scarsa preparazione all'insegnamento di quelli promossi non sarà il ministero, sarà la politica.



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COMMENTI
17/03/2016 - ASSUMERE E CHIAMARE (GIOVANNI COMINELLI)

Sì, Labella ha ragione. Per legge sono tutti licenziabili. Nella pratica non avviene mai. L'unico cui è capitato è stato un docente sorpreso a far la pipi in un'aiuola davanti alla scuola, sospinto da una compulsiva vis mingendi. A partire dall'anno prossimo, il dirigente potrà CHIAMARE l'insegnante ASSUNTO per concorso, a partire dal proprio ambito territoriale e dai bisogni didattici della propria scuola, in relazione al POF triennale. Ciò che io auspico è un sistema inglese, ben sapendo che al momento si possono solo fare ipotesi intermedie, del tipo: ruolo del Consiglio di Istituto nell'assunzione/chiamata. Al momento l'assunzione resta uno step diverso dalla chiamata. In questo spazio/tempo che intercorre tra assunzione e chiamata, cresce di bel nuovo, il proletariato supplente.

 
16/03/2016 - Cominelli,non facciamo confusione... (Franco Labella)

Caro Cominelli per una volta che non mi veniva da replicare ad un articolo tutto sommato condivisibile c'ha pensato il suo commento a mettere in moto la replica. Chi è causa del suo mal :--))))) Dunque non facciamo confusione con argomentazioni non fondate. Primo: illicenziabilità di chi ed in base a quale norma? Ovviamente è una domanda destinata a restare senza la sua risposta perchè la sua affermazione non ha fondamento giuridico alcuno. Secondo: si è già inventata una personale riscrittura della L.107? Consiglio di istituto? Ma de chè direbbero a Roma. Non c'è alcuna lettura dell'articolato che autorizzi questa sua fantasiosa piegatura di una norma che prevede esattamente quello che lei nega. E cioè che il capoazienda si sceglie chi gli piace. Amen. Non vorrei dover ricordare che il legale rappresentante della scuola-azienda (istituzione scolastica nel testo di legge) è il Ds e non il consiglio di istituto. Non siamo in GB e questa è l'unica cosa su cui concordo col suo commento. Quanto alle vulgate: per deformazione professionale sono abituato a partire dalla lettera della norma e perciò direi che la vulgata è la sua....

 
15/03/2016 - CHIAMATA DIRETTA (GIOVANNI COMINELLI)

Pascuzzi crede alla vulgata dei sindacati, secondo cui la chiamata diretta consiste nel fatto che il preside si alza alla mattina e chiama chi vuole? La chiamata diretta di questo tipo si fa in Inghilterra, dove il preside viene lui stesso assunto da un CdA e risponde personalmente del personale che recluta, fino al proprio licenziamento eventuale. In Italia, dove nessuno è licenziabile (né dirigente né insegnante), se fa un errore o commette un abuso nell'assunzione quella formula, purtroppo, non è applicabile. Si può tuttavia pensare ad un meccanismo, in cui, - le assunzioni siano fatte attraverso Reti di scuole; - il Consiglio di Istituto o un suo organismo delegato ad hoc faccia i colloqui e assuma. Pertanto, prima di dire che il meccanismo della chiamata diretta sarebbe peggiore del concorso (non vedo cosa ci possa essere di peggio di un concorso che strutturalmente non permette di accertare le competenze-chiave del candidato), si dovrebbe provare a sperimentare il metodo della chiamata diretta, con tutte le garanzie del caso. Perché la ratio della chiamata diretta è che la scuola che assume sa che cosa vuole e che cosa le manca. E nessun altro. Non certo una commissione. A partire dal 2016/17 la chiamata diretta sarà già praticabile per l'organico potenziato. E la chiamata diretta un preside la fa in relazione ai bisogni della scuola, non dei propri.

 
15/03/2016 - La chiamata diretta sarebbe ancora peggio (Vincenzo Pascuzzi)

Per scrupolo e per evitare malintesi conviene esplicitare che la chiamata diretta, con discrezione del DS di turno, sarebbe ancora molto peggio del concorsone 2016.

 
14/03/2016 - Chi forma e verifica i commissari e i valutatori? (Vincenzo Pascuzzi)

Condivido le considerazioni di G.C., aggiungo qualche osservazione. 1) Appare patetico l’appello di Giannini ai sindacati a non promuovere dei ricorsi a favore dei docenti non abilitati. L’Anief ricorrerà sicuramente al Tar ed ha individuato 5 categorie di ricorrenti. I partecipanti al concorso potrebbero essere il doppio del previsto. 2) Bisogna reclutare 10.000 commissari che accettino compensi miseri, ridicoli, offensivi: «I compensi consistono, quando va bene, in 4 euro al giorno e 0,50 euro per ciascun elaborato o candidato esaminato, con un tetto massimo di 200 euro per tutto il concorso e senza l'esonero dal servizio. Come dire che per esaminare devi pagare! Con questi compensi, si è assistito e si assisterà al balletto delle rinunce e delle sostituzioni, finché gli USR non riescano a nominare il primo che trovano, tra i residenti del luogo dove si svolgono gli esami» (v. in rete “Concorso docenti falsato in partenza?”). Con le condizioni economiche dette, quale serietà professionale potranno avere i risultati? 3) Soprattutto con il concorso, si ripresenta la questione valutazione pretesa a tappeto anche per “presidi, docenti, amministrativi e burocrazia”. Ma i valutatori o commissari, oltre a essere retribuiti, non dovrebbero essere formati, abilitati, selezionati, verificati? E gli elaborati scritti non dovrebbero essere valutati da almeno due commissioni diverse?