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CONCORSO SCUOLA 2016/ Politici e docenti sono le prime vittime del Miur

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Jim Carrey in "The Truman Show" (1998)  Jim Carrey in "The Truman Show" (1998)

CONCORSO SCUOLA 2016. Il vecchio treno a carbone del concorso 2016 per i docenti si è messo in movimento, con qualche ritardo e sbuffando parecchio. La prima prova è di tipo scritto-grafico, può durare fino a due ore e mezza. Quella orale di 45 minuti sarà occupata quasi per intero dalla lezione simulata e dalla verifica di lingua straniera. Le prove scritto-grafiche sono composte di otto quesiti, inerenti alla trattazione articolata di tematiche disciplinari, culturali e professionali, volti all'accertamento delle conoscenze e delle competenze didattico-metodologiche, in relazione alle discipline oggetto dell'insegnamento. Sei quesiti sono a risposta aperta; due, articolati ciascuno in cinque domande, sono a risposta chiusa, volti a verificare la comprensione di un testo in lingua straniera, prescelta dal candidato tra inglese, francese, tedesco, spagnolo, almeno a livello B del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue. Nel caso delle classi di concorso di lingua straniera, l'intera prova scritta conserva il medesimo schema, ma si svolge in lingua. 

CONCORSO SCUOLA 2016. Già si è detto dell'inadeguatezza strutturale di quel treno rispetto al traguardo da raggiungere: quello di selezionare i candidati più capaci di stare in una classe. Ma uno sguardo all'Allegato A conferma l'orrenda coazione a ripetere della burocrazia ministeriale, che è evidentemente fuori controllo. Il sottoscritto ha fatto l'esame di abilitazione nel 1969: un lungo tema su Hegel e un'esame orale di storia della filosofia. Da notare che mi ero laureato un anno prima, freschissimo di studi. Il meccanismo è rimasto invariato, si è solo dilatato il campo dello scibile umano. A quelli della mia generazione toccò la ventura di essere immessi in ruolo dopo qualche anno di insegnamento, senza il relativo esame. Che comunque sarebbe stato la ripetizione di quello di abilitazione.

CONCORSO SCUOLA 2016. Ai candidati di oggi, già laureati in 4/5 anni, già abilitati, si presenta da esplorare uno scenario enciclopedico che parte dall'antichità ai nostri giorni: filosofia, psicologia, sociologia, antropologia, pedagogia, storia, letteratura, didattica, valutazione ed autovalutazione, le indicazioni nazionali, ordinamenti, istituzioni, varie linee guida, legislazione scolastica, direttive europee... Già si è detto che il concorso è tutto schiacciato sulla dimensione cognitiva. E quindi non è in grado di scegliere chi è capace di insegnare. Sceglie chi ha buona memoria. Solo che qui il campo cognitivo-disciplinare è abnorme. Sarebbe almeno stato opportuno restringere il campo alla corrispondenza con indicazioni nazionali specifiche. 

CONCORSO SCUOLA 2016. Intanto questa enciclopedia ha già ottenuto un primo effetto. Che i soggetti più diversi, soprattutto sindacali, stanno proponendo corsi di preparazione al concorso, on line o in presenza, a pagamento salato. Editori di vario genere, legati alla scuola, stanno stampando degli instant-Bignami, che usavano una volta gli studenti negligenti o iperansiotici prima degli esami. Centoni ignobili. Sì è messa in movimento ancora una volta l'industria dei concorsi, che il ministero continua ad alimentare, con grandi profitti per chi la mette in piedi (si provi a moltiplicare per 200mila concorrenti il costo minimo di un corso: mille euro!?).



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COMMENTI
17/03/2016 - ASSUMERE E CHIAMARE (GIOVANNI COMINELLI)

Sì, Labella ha ragione. Per legge sono tutti licenziabili. Nella pratica non avviene mai. L'unico cui è capitato è stato un docente sorpreso a far la pipi in un'aiuola davanti alla scuola, sospinto da una compulsiva vis mingendi. A partire dall'anno prossimo, il dirigente potrà CHIAMARE l'insegnante ASSUNTO per concorso, a partire dal proprio ambito territoriale e dai bisogni didattici della propria scuola, in relazione al POF triennale. Ciò che io auspico è un sistema inglese, ben sapendo che al momento si possono solo fare ipotesi intermedie, del tipo: ruolo del Consiglio di Istituto nell'assunzione/chiamata. Al momento l'assunzione resta uno step diverso dalla chiamata. In questo spazio/tempo che intercorre tra assunzione e chiamata, cresce di bel nuovo, il proletariato supplente.

 
16/03/2016 - Cominelli,non facciamo confusione... (Franco Labella)

Caro Cominelli per una volta che non mi veniva da replicare ad un articolo tutto sommato condivisibile c'ha pensato il suo commento a mettere in moto la replica. Chi è causa del suo mal :--))))) Dunque non facciamo confusione con argomentazioni non fondate. Primo: illicenziabilità di chi ed in base a quale norma? Ovviamente è una domanda destinata a restare senza la sua risposta perchè la sua affermazione non ha fondamento giuridico alcuno. Secondo: si è già inventata una personale riscrittura della L.107? Consiglio di istituto? Ma de chè direbbero a Roma. Non c'è alcuna lettura dell'articolato che autorizzi questa sua fantasiosa piegatura di una norma che prevede esattamente quello che lei nega. E cioè che il capoazienda si sceglie chi gli piace. Amen. Non vorrei dover ricordare che il legale rappresentante della scuola-azienda (istituzione scolastica nel testo di legge) è il Ds e non il consiglio di istituto. Non siamo in GB e questa è l'unica cosa su cui concordo col suo commento. Quanto alle vulgate: per deformazione professionale sono abituato a partire dalla lettera della norma e perciò direi che la vulgata è la sua....

 
15/03/2016 - CHIAMATA DIRETTA (GIOVANNI COMINELLI)

Pascuzzi crede alla vulgata dei sindacati, secondo cui la chiamata diretta consiste nel fatto che il preside si alza alla mattina e chiama chi vuole? La chiamata diretta di questo tipo si fa in Inghilterra, dove il preside viene lui stesso assunto da un CdA e risponde personalmente del personale che recluta, fino al proprio licenziamento eventuale. In Italia, dove nessuno è licenziabile (né dirigente né insegnante), se fa un errore o commette un abuso nell'assunzione quella formula, purtroppo, non è applicabile. Si può tuttavia pensare ad un meccanismo, in cui, - le assunzioni siano fatte attraverso Reti di scuole; - il Consiglio di Istituto o un suo organismo delegato ad hoc faccia i colloqui e assuma. Pertanto, prima di dire che il meccanismo della chiamata diretta sarebbe peggiore del concorso (non vedo cosa ci possa essere di peggio di un concorso che strutturalmente non permette di accertare le competenze-chiave del candidato), si dovrebbe provare a sperimentare il metodo della chiamata diretta, con tutte le garanzie del caso. Perché la ratio della chiamata diretta è che la scuola che assume sa che cosa vuole e che cosa le manca. E nessun altro. Non certo una commissione. A partire dal 2016/17 la chiamata diretta sarà già praticabile per l'organico potenziato. E la chiamata diretta un preside la fa in relazione ai bisogni della scuola, non dei propri.

 
15/03/2016 - La chiamata diretta sarebbe ancora peggio (Vincenzo Pascuzzi)

Per scrupolo e per evitare malintesi conviene esplicitare che la chiamata diretta, con discrezione del DS di turno, sarebbe ancora molto peggio del concorsone 2016.

 
14/03/2016 - Chi forma e verifica i commissari e i valutatori? (Vincenzo Pascuzzi)

Condivido le considerazioni di G.C., aggiungo qualche osservazione. 1) Appare patetico l’appello di Giannini ai sindacati a non promuovere dei ricorsi a favore dei docenti non abilitati. L’Anief ricorrerà sicuramente al Tar ed ha individuato 5 categorie di ricorrenti. I partecipanti al concorso potrebbero essere il doppio del previsto. 2) Bisogna reclutare 10.000 commissari che accettino compensi miseri, ridicoli, offensivi: «I compensi consistono, quando va bene, in 4 euro al giorno e 0,50 euro per ciascun elaborato o candidato esaminato, con un tetto massimo di 200 euro per tutto il concorso e senza l'esonero dal servizio. Come dire che per esaminare devi pagare! Con questi compensi, si è assistito e si assisterà al balletto delle rinunce e delle sostituzioni, finché gli USR non riescano a nominare il primo che trovano, tra i residenti del luogo dove si svolgono gli esami» (v. in rete “Concorso docenti falsato in partenza?”). Con le condizioni economiche dette, quale serietà professionale potranno avere i risultati? 3) Soprattutto con il concorso, si ripresenta la questione valutazione pretesa a tappeto anche per “presidi, docenti, amministrativi e burocrazia”. Ma i valutatori o commissari, oltre a essere retribuiti, non dovrebbero essere formati, abilitati, selezionati, verificati? E gli elaborati scritti non dovrebbero essere valutati da almeno due commissioni diverse?