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CONCORSO SCUOLA 2016/ Supplentite, precariato e concorso, mix letale (da settembre)

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Concorso Scuola (Infophoto)  Concorso Scuola (Infophoto)

In secondo luogo, anche ammesso che si concluda tempestivamente la procedura concorsuale appena bandita, è molto difficile che il nuovo concorso riesca a fornire alle scuole gli insegnanti di quelle cattedre per le quali in questo anno scolastico si è dovuto fare ricorso agli insegnanti non abilitati, iscritti nella terza fascia d'istituto. Seppure non ne siano stati inspiegabilmente forniti i numeri esatti, si stima che siano stati quasi 25mila gli insegnanti della terza fascia, chiamati a coprire quelle cattedre, prevalentemente di materie scientifiche, per le quali non hanno le competenze quei 47mila insegnanti dell'organico del cosiddetto potenziamento, costituito solo per giustificarne l'assunzione e destinato a svolgere al massimo attività supplementari di materie non curriculari. 

Per espressa previsione normativa, questa platea di insegnanti di terza fascia non potrà nemmeno partecipare al nuovo concorso, che è riservato solo agli insegnanti ancora iscritti nelle graduatorie ad esaurimento ed a quelli abilitati iscritti nelle graduatorie d'istituto, che però non sono stati sufficienti per coprire tutte le cattedre di quest'anno scolastico in corso, a meno che nelle imperscrutabili stanze del Miur abbiano dati inediti, che assicurino di evitare l'impiego così massiccio di insegnanti non abilitati, dopo la revisione delle classi di concorso.

Per gli insegnanti di terza fascia, il Miur prevede la partenza di nuovi corsi abilitanti di Tfa, per i quali non è chiaro come verrà effettuata la stima del fabbisogno, in modo da consentire loro la partecipazione al prossimo concorso fra almeno tre anni. Così come accadrà per coloro che concluderanno gli attuali percorsi Tfa nei prossimi mesi, esclusi dall'attuale concorso per non essere riusciti ad ottenere l'abilitazione entro il 30 marzo, come previsto dal bando. Nel frattempo, essi potranno continuare a sperare di essere chiamati dalle scuole, come è successo per quest'anno scolastico. 

Insomma, con tutte le migliori intenzioni (di cui è lastricato l'inferno), questa sarà la migliore soluzione del precariato nella scuola. 



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COMMENTI
17/03/2016 - Libertà di pensiero... (Franco Labella)

Non sarò certo io a recriminare sui pensieri liberi di Pellegatta (l'ultima lezione ai miei studenti ha riguardato l'articolo 21 della Costituzione) ma vorrei solo proporgli, amichevolmente, di partecipare a "Eccezionale veramente" che parte stasera. Perché che la L.107 sia stata "condizionata" dalla "triplice" (gergo in uso qualche decennio fa e non esattamente dagli estimatori del sindacato) può essere solo una barzelletta. Insomma libertà di critica sì, ma anche senso del ridicolo. In uno con una considerazione, questa sì assai seria: le leggi le approva il Parlamento e non si è mai vista una Pubblica amministrazione in grado di stravolgerle senza pagar pegno. Gelmini docet (ancora oggi la magistratura amministrativa ci lavora) e Bocchieri qualcosa dovrebbe conoscere. Per cui, veramente, se uno vuole muovere critiche (e mi riferisco sia a Bocchieri che a Pellegatta) liberissimo di farlo. Ma rispettando almeno il principio di realtà...

 
16/03/2016 - E il sindacato? (ROBERTO PELLEGATTA)

Tutte osservazioni giuste sui problemi generati da questo tipo di concorso. Anche se non si ravvisa in nessun governo degli ultimi vent'anni una così grande immissione in ruolo di docenti, cosa che comunque è benefica, diminuendo fortemente (anche se non certo eliminando) il precariato. Ma da questa analisi mi pare manchi l’altro vero responsabile dei guai di tutta l'operazione. Non bisogna mai dimenticare che l'apparato amministrativo che dipende dal Governo è in gran parte governato a sua volta dal sindacato, che gioca sui due tavoli. Da una parte con la sua azione ha condizionato la legge 107 (l’esclusione dei non abilitati dal concorso lo dobbiamo alla triplice) ed ha introdotto tali modifiche nell'attuazione della stessa (contratto sulla mobilità, allegati al bando) da creare buona parte dei problemi citati. Dall’altra col gioco dei ricorsi mina alla base il regolare svolgimento della procedura.