BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CONCORSO SCUOLA 2016/ E se fosse l'ultimo?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

CONCORSO SCUOLA 2016. La pubblicazione dei tre bandi di concorso per docenti da 63.712 posti è stata accompagnata  da dichiarazioni in pompa magna da parte della ministra Giannini. "Segniamo un'altra tappa fondamentale dell'attuazione della Buona Scuola. Rimettere in moto la macchina dei concorsi era essenziale per dare certezza sui tempi delle selezioni a chi vuole entrare in modo stabile nella scuola. Si torna alla Costituzione: avremo un bando ogni tre anni, con cadenza regolare". 

Il Governo ha rivendicato anche le assunzioni di circa 90mila insegnanti della scorsa estate e ribadito che per quanto riguarda le immissioni in ruolo, oltre il concorso per titoli ed esami, non si procederà ad alcuna stabilizzazione eccetto lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento,  fino a che le stesse non risulteranno esaurite (circa 30mila insegnanti). Sono sicuramente numeri importanti che a giudizio della ministra "testimoniano l'impegno di questo governo per il mondo dell'istruzione". 

Parrebbe tutto rose e fiori, ma non è così. Innanzitutto sono annunciati diversi ricorsi al Tar, soprattutto per l'esclusione dei giovani laureati (possono partecipare solo i docenti abilitati) e dei docenti di ruolo (non possono concorrere per altre classi di concorso); altre contestazioni sono annunciate in merito alla ridefinizione delle classi di concorso. Un concorso fortemente voluto che ha ricevuto delle note critiche anche dal parere non vincolante del Cspi quando raccomandava "…di muoversi nella cornice disegnata dalle normative europee … a mo' di esempio la decisione della Corte di Giustizia Europea che ha giudicato in contrasto con il diritto europeo il rinnovo di contratti a tempo determinato"Ora, il concorso c'è; si tratta, prescindendo dalle aule di tribunale, di capire se davvero la procedura ipotizzata potrà selezionare i migliori insegnanti per la buona scuola (senza virgolette).

Possono partecipare al concorso per esami e titoli gli aspiranti docenti non di ruolo, in possesso di abilitazione all'insegnamento e/o della specializzazione sui posti di sostegno conseguita entro la data di scadenza prevista dal bando (30 marzo). L'esame consiste in una prova scritta, una pratica per alcune classi di concorso, e una orale. Le prove scritte saranno computerizzate e si svolgeranno nelle medesime giornate previste dal calendario ministeriale garantendo quindi la simultaneità della prova stessa e avranno ad oggetto le medesime tracce. 

Anche la Provincia Autonoma di Trento ha adottato la medesima procedura e tempistica nazionale, seppure con qualche modifica, nonostante la forte richiesta dei sindacati di modificare la modalità di assunzione per tutelare i docenti abilitati trentini, in virtù dell'autonomia statutaria. Anche le prove scritte saranno le stesse della procedura nazionale. Secondo la Provincia la contemporaneità della tempistica rispetto al nazionale tende a valorizzare di più i docenti trentini rispetto a chi concorre da fuori, per le conoscenze sul campo di chi "nella scuola trentina insegna". 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
19/03/2016 - Dialogo fra sordi? (Franco Labella)

E pensare che, in genere, mi rimproverano l'eccessiva chiarezza o franchezza. Ma vista l'osservazione preliminare del Preside Santoli provo a spiegarmi meglio. Santoli sembra concordare con chi sostiene che la forma concorsuale attuale non sia produttiva di buoni risultati. A parte che vorrei sapere sulla base di quali elementi si sostiene questa tesi, ma diamo pure per assodato l'assunto. Dopo di che è evidente che non si chiede a Santoli di trasformarsi in legislatore ma più banalmente di provare ad ipotizzare quale alternativa concreta dovrebbe sostituire l'attuale selezione.Nel commento e non nell'articolo si sostiene che esistono enti certificatori esterni che selezionano i docenti. Mi son perso qualcosa o il TFA non dà certo la certezza dell'assunzione? Ed allora qual è il senso della recriminazione? In concreto a cosa pensa Santoli per sostituire l'attuale forma concorsuale? E' qui che volevo andare a parare.

RISPOSTA:

Ringrazio il prof. Labella per l'attenzione quasi morbosa. Ho espresso un punto di vista, lungi da me la pretesa della verità assoluta. Tuttavia invito il prof. ad una lettura più attenta dell'articolo. Mi pare che la proposta del corso-concorso potesse essere recepita come una strada alternativa al concorso uguale su tutto il territorio nazionale con remissione ad un Ente esterno delle competenze di redazione delle prove scritte. Per quanto riguarda la querelle TFA e PAS non siamo sprovveduti e rinvio all'articolo "Giovane hai paura"? Addio al TFA, ecco la nuova sfida - pubblicato su queste pagine il 6 ottobre 2015. Buona lettura! GS

 
18/03/2016 - Sia veramente l'ultimo concorso (Moeller Martin)

Nessun concorso potrà mai generare la 'buona scuola'. Si renda obbligatoria una qualche forma di abilitazione all'insegnamento e si lasci agli insegnanti l'onere di presentare domanda di assunzione agli istituti di loro interesse, affidando ai dirigenti scolastici la selezione dei candidati da assumere. Gli stessi dirigenti dovranno poi rispondere dei risultati ottenuti dagli istituti da loro gestiti nelle valutazioni nazionali attualmente in corso di elaborazione. Non si dica che non si può, si può fare perché è il quotidiano per milioni di italiani che lavorano.

 
18/03/2016 - Si va bè ma Lancillotto? (Franco Labella)

Il titolo può essere compreso solo da chi, come me, ha una certa età. C'era una pubblicità d'antan in cui venivano ripetute frasi che dovevano sembrare risolutive ma poi si veniva riportati al tema principale rimasto senza risposta. Non me ne voglia Santoli ma il suo articolo mi ha riportato alla memoria quella pubblicità. Due pagine anche interessanti ma alla fine resta la domanda: sì va bene "questo" concorso può non andar bene ma per essere l'ultimo si dovrebbe sapere come sarebbe il nuovo. Domanda banale: siamo proprio sicuri che capire se uno può fare l'insegnante, dopo aver svincolato dalla verifica delle sue conoscenze disciplinari come pare pure Santoli auspichi, sia possibile con una prova non prolungata minimamente nel tempo? Non conoscete maestri (nel senso alto del termine) che abbiano toppato qualche volta? Ogni tanto ricordo a me stesso la mia prima lezione da neolaureato in un ITN (capitani di lungo corso). Oggi mi direi, se mi basassi solo su quella, che dovrei cambiar mestiere. Poi , molto modestamente, ripenso alle lezioni successive e mi dico che no, è stato meglio per i miei studenti non aver cambiato mestiere. E lo scrivo con orgoglio e convinzione e senza supponenza. Per finire: siccome ci ricordiamo sempre di non essere un altro mondo (la Finlandia, il Regno Unito eccc. ecc.) e con una cornice normativa come la L. 107 siamo sicuri che lasciare la via vecchia per la "nuova" possa essere la soluzione? Sopravviverà la 107 al vaglio della C. Cost?

RISPOSTA:

Ho letto e riletto il commento del prof. Franco Labella e sinceramente non ho compreso dove volesse parare. Evidentemente comincio a manifestare qualche limite. Il titolo dell’articolo è un auspicio, perché questo concorso continua nel solco delle vecchie procedure su base prevalentemente nozionistica e non garantisce affatto la selezione dei migliori insegnanti. E’ legittimo pensarla diversamente, ma appare sempre più l’evidenza di una scelta politica orientata alla stabilizzazione di tanti precari abilitati a vario titolo anche per risolvere in parte l’enorme problema della reiterazione dei contratti a tempo determinato che la Corte di giustizia europea ha posto al nostro Paese. Neppure le Regioni e Province a statuto speciale con competenze concorrenti con lo Stato in tema di autonomia scolastica hanno osato (o potuto osare) percorsi diversi rispetto all’unicità del concorso nazionale. Quale allora la procedura per il reclutamento? Non spetta a me la decisione (per fortuna)! Sicuramente non si può prescindere da un coerente percorso formativo abilitante in cui vengano messi insieme le conoscenze e la padronanza delle discipline di insegnamento con le competenze didattico-educative, in particolare quelle relazionali e di saper lavorare in squadra che sono irrinunciabili. Le scuole autonome devono necessariamente poter concorrere alla verifica, alla valutazione e alla selezione dei futuri insegnanti anche attraverso specifici percorsi di tirocinio in rete con l’università. Gli insegnanti non possono continuare ad essere selezionati da enti certificatori esterni e la scuola, attraverso il rito pagano del periodo di prova, limitarsi quasi supinamente alla conferma in ruolo. La legge 107 mi sembra che preveda qualche innovazione positiva dopo quest’ultima (speriamo) tornata di stabilizzazione. GS