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SCUOLA/ Maturità 2016, se la tesina è un mostro è colpa dei docenti

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ESAME DI STATO 2016. E' iniziato il conto alla rovescia. Scavallati i fatidici cento giorni, nelle classi quinte si comincia a pensare seriamente all'esame di stato. Dopo le vacanze di Pasqua si entrerà nel rush finale. E bastassero le verifiche, le simulazioni, il programma da svolgere! Ci si mette pure la tesina! E già, perché questo è il momento in cui gli studenti devono anche stringere i tempi e dichiarare l'argomento del loro percorso individuale, col quale si inizierà il colloquio, così come previsto dalla legge.

Vi confesso che per la prima volta, dopo tanti anni, di fronte a uno studente che mi chiede un consiglio su come impostare il proprio lavoro, mi sento davvero a disagio. Un tempo avevo le idee chiare, pretendevo una ricerca seria e sensata, coerente, significativa. Dicevo: "Partiamo da qualcosa che ti interessa, o da un argomento che ti ha colpito quest'anno e vediamo di trovare dei collegamenti che non siano astrusi o pretestuosi". Aggiungevo: "Guarda che hai solo pochi minuti per presentare il tuo percorso. Non c'è bisogno che parli di tutto lo scibile umano, non c'è bisogno che colleghi per forza tutte le materie. Ne bastano tre. Altrimenti rischi di replicare la tesina che hai fatto alla scuola media, un lavoretto che diceva qualcosina di tutto e niente di concreto". Concludevo: "Quello che conta è che il lavoro sia davvero tuo, che sia figlio del tuo coinvolgimento, soprattutto che non sia una di quelle tesine preconfezionate, trite e ritrite, che girano sul web".

Poi è arrivata la traumatica esperienza fatta da commissario interno l'anno scorso. E tutte le mie belle certezze sono crollate. Lì ho capito una cosa sorprendente: lo studente deve fare la tesina (chiamiamola così, anche se si tratta di un sommario di argomenti presentati sotto forma di mappa concettuale, resa più piacevole con l'aiuto di Power Point) non in funzione del proprio interesse (e quindi della propria maturazione), ma dell'esame stesso. 

Non si impara per la vita, ma per la commissione d'esame. Il rito prevede che il colloquio si apra con una decina di minuti a disposizione dello studente? E allora adeguiamoci! Alcuni non si fanno tanti problemi e scaricano tutto quello che possono scaricare. Ecco allora le tesine su Walt Disney, sui colori (che ci colleghi la fisica con l'Ottobre rosso), sulla depressione, sul sesso (ma castigato, però, perché mica si può scandalizzare la commissione!), sulla noia, sull'omosessualità (che ti fa sentire anche un po' eroico perché combatti per i diritti delle minoranze). Ecco l'emancipazione femminile (le minoranze…), la luna, la Shoah, l'immancabile De Andrè… E' la festa del banale, del sentito e risentito. Ma soprattutto ecco quelle esposizioni di sei o sette materie "collegate" tra loro, con salti logici spesso ridicoli, spiattellate in dieci minuti di corsa, tanto per accontentare tutti.



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COMMENTI
27/03/2016 - schizofrenia (Gabriella Villa)

giano bifronte? colui che demonizza e' lo stesso che all'esame di stato chiede il COLLEGAMENTO ... schizophrenia della professione!

 
24/03/2016 - Bruciala del tutto! (Sergio Palazzi)

In altre parole: o porti un bel lavoro totalmente tuo, che parte dalle tue esperienze magari di alternanza, che tassativamente se ne strasbatte dei collegamenti a italiano matematica ginnastica, e soprattutto esclude i "per inglese vorrei dire The Cat Is On The Table" da recitare cone la filastrocca di Natale di una volta. Oppure NON-LA-PRESENTI e fai sì che questa tua scelta venga valutata come un fantastico segnale di maturità. Ah, scusa collega, mi stavi dicendo che l'unica maturità che viene accertata dall'esame è quella della kommissione, e che quindi di fronte alla pochezza del kommissario medio questa scelta potrebbe non essere pienamente producente? Uffa.