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CONCORSO SCUOLA 2016/ Posto fisso a vita, il brutto "mito" che nessuno ci invidia

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Gli insegnanti italiani si oppongono fermamente alla possibilità di essere reclutati direttamente dai dirigenti scolastici o da commissioni formate da docenti senior della scuola, sostenendo che i casi di nepotismo assumerebbero proporzioni enormi ed incontrollabili. Ma come fanno all'estero ad evitare che ciò accada? Innanzitutto, in quasi tutti i paesi, tra cui anche Grecia e Spagna, i contratti dei dirigenti scolastici sono a tempo determinato (di solito a 3 o 4 anni) e la valutazioni da parte degli organi di controllo sono regolari e severe. In Gran Bretagna, ad esempio, pochi docenti si candidano per diventare presidi poiché è estremamente difficile raggiungere gli obiettivi prefissati ed estremamente facile essere licenziati. In molti paesi, gli stipendi dei dirigenti e i fondi destinati alla gestione della scuola sono proporzionali ai risultati raggiunti. Quindi, per far funzionare al meglio il proprio istituto, ottenere valutazioni positive e richiamare un numero congruo di iscrizioni, il dirigente scolastico dovrà per forza assumere insegnanti capaci. In molti casi, pur di accaparrarsi gli elementi più validi, le scuole competono tra loro offrendo stipendi più alti o benefici aggiuntivi.

La tendenza, tipicamente italiana, di mettere in risalto prevalentemente gli aspetti negativi in ogni settore ci porta a dimenticare che nel nostro paese la maggior parte dei dirigenti scolastici e dei docenti, pur non rischiando il licenziamento, svolgono con passione e dedizione il proprio lavoro e ciascuna scuola è attiva nel proporre iniziative e offerte didattiche alternative volte ad ottenere la soddisfazione degli studenti e delle loro famiglie. I nostri alunni non ottengono forse risultati esaltanti nelle prove Ocse-Pisa, concepite per premiare il "fare" a scapito del "sapere", ma il nostro sistema formativo ha dimostrato di essere in grado di produrre eccellenze e di preparare "cervelli" apprezzati in tutto il mondo. Chissà che una maggiore autonomia nella gestione della filiera educativa non porterebbe a risultati ancora più ottimali. 



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COMMENTI
28/03/2016 - Per le attitudini, cosa propone Gabriella Villa? (Vincenzo Pascuzzi)

Scrive Gabriella Villa: «La selezione concorsuale non consente di testare le attitudini all’insegnamento e la predisposizione [?] nei confronti degli allievi, due caratteristiche senza le quali attualmente [prima no?] è decisamente complicato poter parlare di un buon insegnante». E allora come fare? Villa non fornisce risposta né indicazioni. Tutti, o quasi, gli insegnanti attuali avevano prima predisposizione e interesse (alcuni addirittura la vocazione) all’insegnamento, le attitudini sono state affinate o sono venute dopo con la pratica. Vie alternative? Forse un docente anziano come tutor, ma durante. Se Villa ha idee migliori, proponga.

 
28/03/2016 - Qualche obiezione.. (Franco Labella)

L'articolo ed il commento di Gabriella Villa, letti in sequenza, si elidono a vicenda e consentono di escludere, a mio parere, l'applicabilità proposta da Ciava della selezione di tipo privatistico. Villa sostiene che con il concorso non si evidenziano le caratteristiche del docente predisposto al rapporto pedagogico e Ciava ricorda che in Nord Europa un cv ed un colloquio segnano la possibilità di essere assunti in una scuola. Perché mai un colloquio e la "fama" precedente dovrebbero dare garanzie maggiori posto che aver insegnato in un liceo della capitale potrebbe essere molto diverso da insegnare in un altro tipo di scuola in un piccolo centro magari con allievi decisamente più problematici. Anche in Italia, già ora, se un docente pone in evidenza aspetti di criticità elevata è normata la possibilità di interrompere il rapporto di lavoro. A Villa vorrei poi far presente che quanto scrive potrebbe valere, con gli stessi effetti negativi per molte altre figure a cominciare dai medici ospedalieri. In ultimo, infine, una notazione sul nesso tra tesi sostenute ed esperienze personali: mi hanno molto incuriosito le note biografiche dell'autrice in rapporto al contenuto dell'articolo.

 
27/03/2016 - Attitudini e competenze (Gabriella Villa)

La selezione concorsuale non consente di testare le attitudini all'insegnamento e la predisposizione nei confronti degli allievi, due caratteristiche senza le quali attualmente e' decisamente complicato poter parlare di buon insegnante. Il concorso seleziona docenti che dimostrano di avere conoscenze della loro disciplina e di altri aspetti della professione a livello teorico. La pratica talvolta non e' mai stata esperita e pertanto molti candidati sono completamente sprovvisti della benche' minima cognizione su come si debba procedure, se si escludono le proprie esperienze dirette da studenti. Tutto cio' ostacola gravemente la capacita' della scuola di rinnovarsi e di rinnovare gli stili educativi del personale in servizio e nuovo assunto. Poi c'e' la questione delle aspettative: per molti giovani e meno giovani aspiranti il concorso rappresenta un'ottima chances, data la situazione delle estese tutele personali e professionali che il ruolo conferisce.

 
26/03/2016 - Chiarezza, chiarezza... (Franco Labella)

L'inizio sembrava promettente visto che si citava la norma costituzionale di riferimento dopo di che comincia una sfilza di tesi indimostrate. I concorsi non hanno avuto cadenza regolare ma non certo per i ricorsi. Cosa c'entra l'innata diffidenza degli italiani citata dall'autrice con situazioni ad esempio come la nomina a commissario al concorso di soggetti che hanno organizzato e gestito corsi di preparazione al medesimo concorso? Magari si spiega perché si applica allora più che la diffidenza la tutela prevista dall'art.24 della Costituzione (sempre lei...) Ancora: perché mai la c.d. meritocrazia verrebbe salvaguardata dalla selezione diretta e non dalle procedure concorsuali? Ci sono ricerche scientifiche in tal senso e la prof.ssa Ciava ne ha conoscenza o ha elaborato statistiche personali? Dopo di che il mondo intero USA altri sistemi di reclutamento? E allora? Gli studenti italiani alla'estero li apprezzano e sono un caso?