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CONCORSO SCUOLA 2016/ Posto fisso a vita, il brutto "mito" che nessuno ci invidia

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CONCORSO SCUOLA DOCENTI 2016. La recente riforma del Governo Renzi, intitolata "La Buona Scuola", ha riconfermato quale unico sistema di reclutamento dei docenti i famigerati maxi-concorsi a cattedre per esami e titoli. Il prossimo è stato già indetto e il relativo bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 febbraio. 

D'altra parte, la Costituzione italiana stabilisce, all'articolo 97, che si debba accedere agli impieghi nella pubblica amministrazione unicamente tramite concorso, con eccezioni che devono rimanere numericamente limitate e motivate da esigenze particolari. 

CONCORSO SCUOLA DOCENTI 2016. Agli occhi dell'opinione pubblica italiana, questa forma di selezione riveste un carattere ambivalente e contraddittorio; se da una parte l'uniformità nazionale delle prove le conferisce un'aurea di imparzialità, facendola considerare il mezzo più efficace per arginare il fenomeno delle raccomandazioni e del nepotismo, dall'altra non basta a placare l'innata diffidenza degli italiani che sospettano sempre, a torto o a ragione, trucchi e imbrogli. Quasi ad ogni concorso, infatti, si ripete il deprimente rituale delle denunce, dei ricorsi, delle richieste di accesso agli atti, mentre articoli di giornali e programmi televisivi gridano allo scandalo prima ancora che siano stati appurati eventuali illeciti.  

CONCORSO SCUOLA DOCENTI 2016. Purtroppo ciò non fa che ostacolare ulteriormente lo svolgimento delle prove, già di per sé estremamente difficili da gestire visto il considerevole numero di candidati da esaminare e di compiti da correggere. Queste problematicità, unite ai costi altissimi, rendono spesso irrealistica la programmazione di concorsi per docenti con cadenza triennale; basti considerare che l'ultimo concorso a cattedre si è tenuto nel 2012, 12 anni dopo quello precedente del 1999, e che in 18 anni, dal 1982 al 2000, anziché sette (come era previsto) ne sono stati svolti solo tre per la scuola secondaria e dell'infanzia e quattro per la scuola elementare. 

CONCORSO SCUOLA DOCENTI 2016. Questi ritardi hanno determinato la necessità di affidare incarichi a supplenti temporanei per coprire le cattedre vacanti, generando così una pletora di precari che per anni hanno assicurato il funzionamento della scuola italiana e che sono stati solo recentemente immessi in ruolo grazie al programma della legge 107/2015 ("Buona Scuola").  

CONCORSO SCUOLA DOCENTI 2016. Non deve quindi sorprendere se ad ogni concorso masse bibliche di concorrenti si contendono i pochi posti disponibili, dopo averne atteso magari per anni l'indizione e senza avere la certezza che ne seguirà effettivamente un altro a distanza di tre anni. Anche perché la posta in gioco è estremamente alta, i vincitori riceveranno in premio l'agognato "posto fisso", una realtà sconosciuta alla maggior parte degli altri cittadini europei, per i quali la prospettiva di essere impiegati in uno stesso ente fino alla pensione è vista più come una iattura che come un privilegio, un ripiego per chi non ha grandi capacità o aspettative. 



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COMMENTI
28/03/2016 - Per le attitudini, cosa propone Gabriella Villa? (Vincenzo Pascuzzi)

Scrive Gabriella Villa: «La selezione concorsuale non consente di testare le attitudini all’insegnamento e la predisposizione [?] nei confronti degli allievi, due caratteristiche senza le quali attualmente [prima no?] è decisamente complicato poter parlare di un buon insegnante». E allora come fare? Villa non fornisce risposta né indicazioni. Tutti, o quasi, gli insegnanti attuali avevano prima predisposizione e interesse (alcuni addirittura la vocazione) all’insegnamento, le attitudini sono state affinate o sono venute dopo con la pratica. Vie alternative? Forse un docente anziano come tutor, ma durante. Se Villa ha idee migliori, proponga.

 
28/03/2016 - Qualche obiezione.. (Franco Labella)

L'articolo ed il commento di Gabriella Villa, letti in sequenza, si elidono a vicenda e consentono di escludere, a mio parere, l'applicabilità proposta da Ciava della selezione di tipo privatistico. Villa sostiene che con il concorso non si evidenziano le caratteristiche del docente predisposto al rapporto pedagogico e Ciava ricorda che in Nord Europa un cv ed un colloquio segnano la possibilità di essere assunti in una scuola. Perché mai un colloquio e la "fama" precedente dovrebbero dare garanzie maggiori posto che aver insegnato in un liceo della capitale potrebbe essere molto diverso da insegnare in un altro tipo di scuola in un piccolo centro magari con allievi decisamente più problematici. Anche in Italia, già ora, se un docente pone in evidenza aspetti di criticità elevata è normata la possibilità di interrompere il rapporto di lavoro. A Villa vorrei poi far presente che quanto scrive potrebbe valere, con gli stessi effetti negativi per molte altre figure a cominciare dai medici ospedalieri. In ultimo, infine, una notazione sul nesso tra tesi sostenute ed esperienze personali: mi hanno molto incuriosito le note biografiche dell'autrice in rapporto al contenuto dell'articolo.

 
27/03/2016 - Attitudini e competenze (Gabriella Villa)

La selezione concorsuale non consente di testare le attitudini all'insegnamento e la predisposizione nei confronti degli allievi, due caratteristiche senza le quali attualmente e' decisamente complicato poter parlare di buon insegnante. Il concorso seleziona docenti che dimostrano di avere conoscenze della loro disciplina e di altri aspetti della professione a livello teorico. La pratica talvolta non e' mai stata esperita e pertanto molti candidati sono completamente sprovvisti della benche' minima cognizione su come si debba procedure, se si escludono le proprie esperienze dirette da studenti. Tutto cio' ostacola gravemente la capacita' della scuola di rinnovarsi e di rinnovare gli stili educativi del personale in servizio e nuovo assunto. Poi c'e' la questione delle aspettative: per molti giovani e meno giovani aspiranti il concorso rappresenta un'ottima chances, data la situazione delle estese tutele personali e professionali che il ruolo conferisce.

 
26/03/2016 - Chiarezza, chiarezza... (Franco Labella)

L'inizio sembrava promettente visto che si citava la norma costituzionale di riferimento dopo di che comincia una sfilza di tesi indimostrate. I concorsi non hanno avuto cadenza regolare ma non certo per i ricorsi. Cosa c'entra l'innata diffidenza degli italiani citata dall'autrice con situazioni ad esempio come la nomina a commissario al concorso di soggetti che hanno organizzato e gestito corsi di preparazione al medesimo concorso? Magari si spiega perché si applica allora più che la diffidenza la tutela prevista dall'art.24 della Costituzione (sempre lei...) Ancora: perché mai la c.d. meritocrazia verrebbe salvaguardata dalla selezione diretta e non dalle procedure concorsuali? Ci sono ricerche scientifiche in tal senso e la prof.ssa Ciava ne ha conoscenza o ha elaborato statistiche personali? Dopo di che il mondo intero USA altri sistemi di reclutamento? E allora? Gli studenti italiani alla'estero li apprezzano e sono un caso?