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SCUOLA/ Maturità 2016, otto punti per ripensare la tesina

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Al sistema che demotiva, che inibisce ogni slancio, che congiura contro la tesina, opponiamoci facendo insieme sistema, però un sistema virtuoso, che mostri che ci sono spazi e strumenti per essere personali, per dire la propria, per valorizzare le idee. Mostriamo che c'è gente che vuole che questi spazi crescano, che divengano un punto di riferimento, una pratica comune. Provo a buttare giù alcune idee per la costituzione di questo anti-sistema.

1. Sul piano strutturale: creiamo nelle scuole dei progetti e chiediamone il finanziamento, affinché i docenti che lavorano decine di ore correggendo tesine, si vedano almeno in parte gratificati.

2. Ma prima ancora: offriamo agli studenti momenti specifici di formazione, che spieghino loro di cosa si tratta, come si fa, con che tempistiche, soprattutto con quali finalità.

3. Sempre sul piano strutturale: perché non affidiamo con programmazione preventiva al nuovo personale del così detto organico potenziato compiti di tutoring delle tesine?

4. Quanto agli strumenti, offriamo ai ragazzi dei sussidi adeguati. Il mio non è solo un appello ad altri, perché sentendone l'esigenza ho pubblicato, con Enrico Furlan, Tesine e percorsi. Metodi e scorciatoie per la scrittura saggistica. Non mi risulta esistano altri testi del genere, però ne esistono per l'università. Sono risorse che si possono usare e consigliare ai ragazzi.

5. Offriamo degli spazi che accompagnino gli studenti. Si possono facilmente organizzare gruppi di discussione con le nuove tecnologie che coinvolgano gli studenti della classe in cui gli allievi possono esprimere disagi ed esigenze. Su Facebook ho creato una pagina (Tesine e percorsi), che è ancora ai suoi primi passi, ma cerca di offrire stimoli e dare idee, affinare una sensibilità alla parola, alla ricerca, alla riflessione; tutti sono benvenuti.

6. Sul piano educativo, insegniamo ai ragazzi che il modo migliore per fare bene l'esame è di non finalizzare ogni azione al risultato. Aiutiamoli a capire che un sano idealismo, una giusta passione per la realtà, uno stare a sentire i propri legittimi desideri di espressione e di personalizzazione del proprio percorso intellettuale sono sacrosanti. 

7. Sempre sul piano educativo, mostriamo ai ragazzi che l'onestà intellettuale, quella che porta a non appropriarsi di nascosto del lavoro altrui, è una virtù ma non è riservata esclusivamente a uomini straordinari. Essa invece è alla portata di tutti coloro che rispettano il pensiero altrui, riconoscendone la paternità.

8. Infine, diffondiamo il testo di Zappa e altri simili a quello, perché solo ridendo di noi stessi, di noi insegnanti, solo scoprendoci a volte attori di un meccanismo perverso, castigheremo i cattivi costumi. Riusciremo allora a liberarci da quelle rigidità che fermano le buone possibilità e che mortificano la possibilità di espressione, uccidendola in un disilluso cinismo. Ridiamo del nostro limite, ma rimbocchiamoci le maniche perché le cose cambino. Insieme possiamo.



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