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SCUOLA/ Maturità 2016, otto punti per ripensare la tesina

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MATURITA' 2016. Gianluca Zappa, in un suo recente intervento su ilsussidiario.net esprime la sua stanchezza per le tesine. Non è sempre stato così per lui, però: ha cominciato con entusiasmo e poi si è scontrato col sistema. Peccato che egli sembri far ricadere le colpe solo su, scrive, "noi docenti", soprattutto quelli che lui chiama i "kommissari". Questi, ad esempio, pretendono agganci alla propria materia, anche se implausibili, o mostrano rigidità sclerotiche, pretendendo a tutti i costi riferimenti alle materie di indirizzo. Stando però solo alle sue parole, viene fuori che il problema è ben più ampio ed è l'esito di tutto un complesso: vi sono le tesine on-line precotte e facili da scaricare, vi sono gli studenti che si muovono, comprensibilmente, ma troppo strategicamente per la mera finalità dell'esame. Mi verrebbe poi da aggiungere al suo detto e al mostrato che i docenti solitamente non hanno abbastanza tempo per affrontare il tema in classe e finiscono per lasciare gli studenti da soli. Ciascuno di loro non è pagato dalla scuola per il lavoro enorme di seguire un giovane, anzi decine di giovani contemporaneamente nei loro primi passi in un lavoro di ricerca. Inoltre, mancano o non si ha adeguata conoscenza di strumenti per aiutare il lavoro onesto (quello disonesto di copia-incolla è invece ampiamente supportato) di stesura della tesina.

Capisco il professore, perché anche io vedo quello che vede anche lui e capisco anche che spesso nel mestiere di insegnante il singolo si trovi a lottare contro un gigante sordo e impersonale che si avverte come un sistema collettivo contro cui l'individuo non ce la può fare. Prima però di rassegnarmi a mia volta e sedermi a fianco a Zappa, per uno scambio di aneddoti ferocemente tristi, pieni di ridicolo e amarezza, sulle vicende della tesina, vorrei invitare lui e tutti gli sconfortati, i giustamente e motivatamente delusi, a fermarsi un attimo e a riflettere.

Ridiciamoci per un momento, come si ridice un amore, il perché della tesina. Si tratta di un testo con cui lo studente può cominciare una conversazione che mostri la sua formazione culturale e più ampiamente la sua preparazione. Si tratta di un testo che sarebbe l'esito di un percorso personale di approfondimento, di ricerca. Insomma, la tesina è quel gesto con cui lo studente, fin lì guidato a pensare con la testa dell'insegnante, del libro, dei maestri, dei giganti del pensiero, può cominciare a balbettare qualcosa di suo, può cominciare ad acquisire gli strumenti di metodo ed espressivi propri della ricerca, può iniziare a sperimentare la croce e la delizia dell'espressione saggistica argomentativa strutturata. Si tratta di qualcosa di buono e nessuna delusione, nessuno sconforto, per quanto giustificato, ha diritto di impedire che questo succeda. E allora?



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