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SCUOLA/ Legge 107, la "tomba" di Renzi sulle paritarie

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Matteo Renzi applaudito da Davide Faraone (Infophoto)  Matteo Renzi applaudito da Davide Faraone (Infophoto)

3. Un'attenzione particolare merita il tema della formazione iniziale e dell'abilitazione dei docenti che, da situazione complessa, incrocia più di un aspetto tra quelli indicati. Alla prima approvazione della norma, la stesura era inaccettabile, come scrissi in un apposito articolo, e si è riusciti a trovare una soluzione, ma ancora una volta con trattamento diverso. L'emendamento richiesto proponeva la stessa modalità di reclutamento per le scuole statali e paritarie, ossia assunzione a tempo determinato con obbligo di frequenza della stessa scuola di specializzazione, con conseguimento del relativo diploma a fronte del quale il contratto poteva essere ruolo per lo Stato e tempo indeterminato per le paritarie. La norma proposta è stata giudicata troppo simile se non uguale per statali e paritarie, tanto da render l'emendamento non accettabile. La mediazione ha lasciato tale modalità per le statali e il vecchio Tfa, a pagamento, per le paritarie!

Qualcuno a questo punto potrebbe dirmi: solo problemi? Allora sei proprio di parte! La detraibilità delle spese? I contributi? Il bonus scuola?

Nell'attesa della regolamentazione della buona norma circa il "bonus scuola", per capire se tutte le scuole potranno ricevere erogazioni liberali, l'aumento dei contributi è sicuramente positivo, ma va ricordato che, con questo aumento, il livello complessivo è inferiore di circa 30 milioni rispetto al tetto di dieci anni fa con l'aggravante dell'erosione inflattiva (c.a 35%) e la detrazione fiscale, che porta un vantaggio economico per le famiglie di 76 euro, è un principio importante, ma di valore meramente simbolico, e come ho già ricordato affitti e stipendi non si pagano in "modo simbolico". Mi è d'obbligo, sempre per dovere di cronaca, dire che una ricerca che ho coordinato nel 2009 — Scegliere la scuola — evidenziava in 1000 euro il break even point per porre una famiglia in condizioni di poter scegliere e i calcoli attualizzati di recente fanno salire il valore a più di 2000 euro (vedi dote scuola lombarda).

Può essere il tutto un buon inizio e mi auguro, scusate, che non sia solo "il piatto di lenticchie" utile a tacitare un po' gli animi preoccupati del settore.

La lunghezza dell'articolo da sola evidenzia i tantissimi problemi da affrontare e, normalmente in questi casi si usa dire che "il cantiere è aperto". Ne siamo sicuri?

Credo di non essere in errore affermando che prima va modificato l'atteggiamento e l'approccio culturale, come indicano le slides ricordate all'inizio, affinché la scuola paritaria non sia più vista come un problema, ma come una risorsa del sistema (come abbiamo dimostrato in un nostro recente libro, SOS educazione) e di conseguenza vada incentivata, valorizzata, sostenuta; poi si potrà aprire un cantiere con la vera, seria intenzione di portare a soluzione tutti i problemi esposti, nel rispetto della pari dignità della scuole paritarie, prevista dalle norme vigenti, e nell'interesse dell'intero sistema scolastico.



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COMMENTI
30/03/2016 - purtroppo (daniele spinelli)

Così come ero molto d'accordo (pur con una sottile vena di pessimismo) sull'occasione che avevi segnalato nei tuoi precedenti interventi, confermo lo stato dell'arte: la sensazione di lavorare secondo regole e strumenti studiati per altre situazioni, senza una reale possibilità di esercitare una corretta autonomia che arricchirebbe il servizio scolastico. Gli anni passano...

 
29/03/2016 - Questa è la buona scuola di Renzi (Carlo Cerofolini)

Nessuna meraviglia, è questa la vera buona scuola di Renzi.