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CONCORSO SCUOLA 2016/ Un altro copione lontano dal "principio di realtà"

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I nemici del merito (Infophoto)  I nemici del merito (Infophoto)

Perché tanta resistenza, invece, sul tema della valutazione dei docenti (che deve valere per tutti, in primis per i presidi), con la pretesa addirittura, da parte sindacale, di contrattare il bonus, contravvenendo al testo della legge? 

Per cambiare i sindacati basterebbe, in un provvedimento sulla rappresentanza, introdurre due piccoli emendamenti: il limite dei mandati sindacali (perché quello del sindacalista non può diventare un lavoro a vita) e la decadenza in caso di pensionamento. Basterebbero questi due piccoli emendamenti. Avremmo sindacati che puntano realmente al valore della professionalità dei propri associati. Due emendamenti che, statene sicuri, non verranno mai proposti e, dunque, approvati, per via di una situazione politica da elezione permanente che non consente a nessun governo di andare sino in fondo sulle tanto sbandierate riforme.

Partire, dunque, dal "principio di realtà" e dall'analisi di come va il mondo. Basterebbe poco.

Allora (anche) la scuola cambierebbe, con o senza nuove "buone scuole", ma senza più bandi di concorso lontani dal coinvolgimento di coloro che, poi, dovranno gestirne le relazioni e le competenze. Lo vediamo già con l'assurda e imbarazzante messa in ruolo di 100mila docenti nel cosiddetto "organico potenziato", senza alcun filtro qualitativo. Una presa in giro per le esigenze della scuola, ma, prima di tutto, una diminutio della bravura e della professionalità dei docenti in gamba, cioè della gran parte.

Cultura dei risultati, rendicontazione e bilancio sociale, customer satisfaction. Cioè vero "servizio pubblico". Tutto il resto è chiacchiera.



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COMMENTI
04/03/2016 - Filippica gratuita ed umorale (Vincenzo Pascuzzi)

Premetto che giudico inadeguata l’azione dei sindacati della scuola c.d. “rappresentativi” e l’ho ribadito in una nota recente (v. “Sindacatoni senza strategia e in trappola tra ANP e Miur”). Mi associo però a chi rimprovera a Gianni Zen “l'ennesima e non documentata filippica sul sindacato …. ”, aggiungerei anche gratuita ed umorale. Se si ricerca o si è disposti al dialogo e al confronto, servono argomentazioni e riferimenti, non affermazioni apodittiche e dogmatiche. In particolare, l’autore ignora che “per risparmiare alle scuole gli effetti più deleteri della Legge 107/15”, qualche mese fa, Cgil Scuola avanzò proposte ai d.s. presumibilmente nell’interesse della scuola e di tutti. E la l. 107, che è piuttosto sgangherata, non impedisce però confronti ed accordi. E il percorso sulla valutazione dei docenti non è affatto lineare, agevole e in discesa. Pochi giorni fa Max Ferrario indicava “Tutte le (buone) ragioni per rinviare l'attuazione del bonus”. Mentre a soli 50 km dal Brocchi di Bassano del preside Gianni Zen, il preside del liceo artistico di Treviso, Felice Costanzo segnalava dubbi e perplessità: «Come può un dirigente scolastico avere il polso della situazione su più di un centinaio di docenti? …. ci potranno essere insegnanti che emergono e altri che fanno comunque il loro dovere che rischiano di rimanere esclusi. I meriti e le competenze si esplicano in tante direzioni. E non tutte possono essere sempre valutate oggettivamente».

 
03/03/2016 - Eterogenesi dei fini (Franco Labella)

E meno male che l'autore invoca il principio di realtà come elemento direttivo. Dopo di che in un articolo che dovrebbe/vorrebbe essere critico verso una decisione del Ministro relativo alla indizione del concorso a cattedra ci si trova a leggere l'ennesima e non documentata filippica sul sindacato e sul suo ruolo. E uno si domanda: ma che c'azzecca? Anche perchè, magari, fa nascere nel lettore un retropensiero: ma vuoi vedere che il preside Zen è convinto che i bandi dei concorsi li scrivano i sindacati "assistenzialisti", ma de chè? Insomma se uno vuole applicare il principio di realtà almeno faccia lo sforzo non dico di seguire la politica sindacale ma almeno leggere documenti e prese di posizione. Ed infine: la tesi che Zen propugna qui e altrove è che la L. 107, a proposito del bonus, sia chiara ed inequivocabile e nega fondamento alla definizione, presente nel testo, del bonus come salario accessorio. Ma invece di prendersela con la "pretesa" sindacale di contrattare il salario accessorio, perchè non si rivolge a chi ha scritto il testo senza considerarne gli effetti?

RISPOSTA:

Ringrazio lo stesso Franco, anche se il suo intervento è fortemente critico. Per dialogare, però, è necessario condividere alcuni punti di partenza. Altrimenti ci si disperde negli infiniti monologhi. "Principio di realtà" significa dare anche solo un'occhiata alle modalità oggi presenti nel mondo del lavoro per le assunzioni del personale. Dove sono fondamentali le soft skills. Il nostro modello è purtroppo ancora ideologico, quindi penalizzante, alla fine, i giovani in gamba, come mortificante tutti coloro che sono stati costretti a fare i precari per anni. Ci vorrebbe una rivoluzione sussidiaria, dal basso, senza più concorsi decisi dal ministero. Già succede a Trento e a Bolzano, e nessuno protesta. I nostri sindacati della scuola sono i più acerrimi difensori di questo sistema centraalistico, al di là della facciata delle critiche. Senza questi concorsi, come senza le graduatorie per sola anzianità, non saprebbero che fare. Invece devono convertire il ruolo ruolo. Basterebbero quei due piccoli emendamenti... GZ