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SCUOLA/ A lezione di Corano in una scuola ispirata a don Giussani

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E' così. Penso che siamo tutti figli dello stesso Dio e questo è il fondamento di tutto. Poi, ognuno fa il suo cammino…Conoscere quello che dice e propone la religione dell'altro non è per fargli cambiare strada, ma per arricchirsi reciprocamente. Ne è dimostrazione anche il fatto che alla fine del convegno molti si sono avvicinati a me per ringraziarmi e dirmi che era stato uno degli incontri più belli cui avessero partecipato. E anch'io mi sono commosso. Era impensabile, considerate le premesse…

 

Torniamo alla questione iniziale: l'insegnamento del Corano alla Nuova Scuola. Presidente Maniscalco, come vi è venuta questa idea?

E' stata quasi la logica conseguenza di quanto abbiamo raccontato fin qui, una dimostrazione che quello che con Abramo è accaduto è vero e accade anche oggi. L'incontro con Hicham è stato proprio l'incontro con un "io", e il rapporto di amicizia nato con lui e la sua famiglia è davvero la dimostrazione che il cuore è lo stesso in ogni uomo. L'idea ci è venuta incontrando un altro musulmano che in questi giorni ci ha chiesto di inserire i suoi tre figli da noi. E' un ingegnere egiziano che è venuto a lavorare alla Snam Progetti di Fano. La figlia di terza media è molto orgogliosa di essere musulmana, così come la mamma, che porta il velo. La posizione di Hicham e di sua moglie, così sinceramente affidati a Dio e al Suo servizio, così aperti e capaci di riconoscere in noi la stessa religiosità, ci ha suggerito la mossa, che comunque abbiamo condiviso con il vicario diocesano e con l'arcivescovo.

 

Ma qual è lo scopo?

Se c'è questa apertura reciproca e questo desiderio di camminare insieme pur nella diversità, è bello anche aiutarsi a fare in modo che ognuno prenda sempre più coscienza della chiamata che ha ricevuto e approfondisca la conoscenza della propria cultura e tradizione. Non per un sincretismo, ma per una profonda stima reciproca del tentativo che ognuno fa. Come per i nostri figli, desideriamo anche per i loro che possano verificare fino in fondo l'ipotesi di vita che stanno vivendo i loro genitori. Per questo, a partire dal rapporto di amicizia con Hicham, abbiamo chiesto a lui di tenere questo corso e gli abbiamo anche proposto di iscrivere sua figlia al nostro liceo per il prossimo anno scolastico.

 

Dott. Hicham, è una proposta molto ardita! Cosa avete deciso?

Intanto preciso che il corso di Corano si svolgerà in lingua araba, cercando innanzitutto di valorizzare i punti di incontro fra le nostre culture e religioni, e che potranno parteciparvi liberamente anche gli altri studenti. In questo caso, però, si parlerà italiano…

 

E per l'iscrizione della figlia?

Ci siamo incontrati tre volte per parlarne con Giorgio e gli altri amici. Non è stata una decisione semplice e in famiglia abbiamo dovuto fare un lavoro molto serrato di confronto, ma poi abbiamo accettato volentieri. Mi commuovono ogni volta la stima e l'affetto con cui siamo guardati.



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