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SCUOLA/ Come si cura l'"anoressia spirituale" dei bambini?

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Non che occorra fare solo le cose per bene. L'errore in educazione è da mettere nel conto. Ma in realtà se la relazione di un educatore, soprattutto un genitore, è calda, frequente, gratuita, commossa, l'errore non c'è mai, neppure se si insegnassero valori sbagliati. E viceversa, si possono insegnare ai bambini le cose più sacrosante, ma se lo si fa come se si imponesse un freddo codice etico di comportamento, è sbagliato. Nelle riunioni coi genitori salta sempre fuori la "crisi dei valori" dei giovani e salta sempre fuori quello che dice: "Ci vogliono più regole". È una gigantesca sciocchezza. Ci vogliono più adulti che stanno con i piccoli semplicemente perché questi ultimi ci sono, ed è bello e grato che ci siano, così come sono. Perché non lo facciamo più, neanche quando raramente generiamo, non si sa. 

Ho rispetto di tutte le analisi fatte sul nostro "inverno demografico", dalla crisi economica, all'incertezza per il futuro, all'imbarbarimento della società. Perfino la Chiesa cattolica incita il governo ad adottare politiche favorevoli alla procreazione e alla famiglia per invertire la rotta, e certo è scandaloso che di fronte ad una notizia epocale, come l'uscita dei dati dell'Istat sulla demografia in Italia, si perda tempo a discutere in Parlamento di unioni civili e stepchild adoption, provvedimenti fatti passare come scelte di civiltà, mentre invece servono solo ad accelerare il disastro. Ma è un fatto che popoli infinitamente più poveri siano infinitamente più fertili e che è sommamente ingiusto attribuire ciò all'ignoranza, imposta magari dalla religione. Nessuno mi toglie dalla mente che la nostra sia una questione di mancanza di eredità. Si genera e si affronta il sacrificio del percorso educativo perché si detiene qualcosa di bello e prezioso e perché si desidera che non vada perduto, che rimanga in eredità ai figli, ai cari. Ora, rispondiamo: quale eredità ci è rimasta di così preziosa da assumerci ancora, come da sempre nella storia umana, l'onere e il gusto di generare e far crescere la vita?



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