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SCUOLA/ La poesia per bambini? Insegna ad "obbedire" al vero

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Mentre il mondo degli adulti discute sulle "regole" — quanti profughi possono essere integrati in Germania e in Europa — il poeta apre forse uno spazio della spensieratezza feconda, dell'utopia concreta, dice Arne Rautenberg. Horst Seehofer, il presidente della Csu bavarese, si è incontrato venerdì scorso a Budapest con Viktor Orbán. Quest'ultimo annuncia nuovamente la sua resistenza contro la distribuzione europea dei profughi. Seehofer loda i paesi dei Balcani, che sotto la regia dell'Austria hanno chiuso il percorso migratorio dalla Macedonia. Il poeta invece pensa ai bambini "con le mani nelle mani, sui paralleli e sui meridiani". I politici partono dalla logica "che tutto nel mondo ha il suo posto, ogni parola, ogni uomo" (Rautenberg), il poeta si chiede: "È proprio vero che tutto e tutti a questo mondo hanno il loro posto? Pensiamo invece ora al nostro tempo e troveremo di nuovo la rottura". La rottura della logica delle regole del mondo, non per favorire un mondo delle apparenze e dei diminutivi, dei sogni e delle utopie vaghe che valgono per i bambini, ma che gli uomini impegnati fuggono, anche i poeti impegnati. 

La "missione poesia" (Rautenberg) non vuole creare un mondo irreale ma si paragona con il tronco della rosa più antica d'Europa (la leggenda dice che fu piantato da Luigi il Pio, un figlio di Carlo Magno) che dopo un bombardamento, il 22 marzo del 1944, sembrò completamente distrutta, ma che tre anni dopo fece sbocciare "122 germogli, diventando così un simbolo di speranza per tutta l'Europa". 

Non si tratta secondo me tanto di pensare ad un contrasto tra fantasia e ragione, come dice Rautenberg nel suo articolo, ma di comprendere la logica stessa della fantasia. Un bell'esempio si trova in una poesia dello stesso Rautenberg, su un coccodrillo: 

es fraß das ganze geld der welt
es fraß die vorderfront vom mond
es fraß den heißen kern vom stern
es fraß sogar das ganze all
da gab es einen riesenknall!


(mangiò tutto il denaro del mondo/ mangiò il primo piano della luna/ mangiò il nocciolo incandescente della stella/ mangiò addirittura tutto il cosmo/ poi ci fu uno scoppio gigantesco). 

Ecco, proprio in questo "scoppio gigantesco" c'è il germe di un mondo nuovo, non di appariscenze ma della sempre desiderata "vita nova": "una filastrocca per tutti i bambini, per gli italiani e gli abissini…".



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