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SCUOLA/ Paritarie in crisi, la colpa (nascosta) dei gestori

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Ora, l'esercizio della protezione è sempre più difficile, man mano i ragazzi salgono lunga la scala degli anni. Non solo per una naturale tendenza dei ragazzi alla ribellione rispetto ai genitori e agli ambienti che ne prolungano la presenza — spesso ritengono offensivo che qualcuno pretenda di proteggerli e, quindi, chiedono di passare dalla scuola paritaria a quella statale nel ciclo secondario di secondo grado — ma, soprattutto perché la navigazione  nel web consente loro di sfuggire alle maglie strette vincolanti della vita reale in nome di una vita sociale virtuale sì, ma reale anch'essa, così come è reale la semiosfera, anche se nessuno la vede e la tocca. L'avvento dei social network ha aperto falle visibili e nascoste nella rete educativa delle relazioni familiari e scolastiche. Protetti o per meglio dire "inibiti", finché stanno dentro le mura della scuola, si trovano totalmente disinibiti e fuori controllo quando ne escono al pomeriggio per camminare nel mondo reale e in quello virtuale. Esattamente come i loro coetanei della scuola statale. Se i genitori chiedono protezione, l'offerta ne può fornire sempre di meno. Questa è una prima causa della perdita del vantaggio competitivo da parte delle scuole cattoliche. Ma non è la principale.

Benché sia vero che la scuola ha una funzione sussidiaria rispetto alla famiglia, tuttavia è evidente che l'educazione in un ambiente scolastico non è semplicemente la continuazione di quella familiare con altri mezzi. Vi si aggiunge un campo di esperienza fondamentale: quello del sapere di civiltà, che l'istituzione scolastica da sempre amministra. il processo di acquisizione del sapere di civiltà è parte decisiva del processo educativo, che la famiglia non riesce a fornire, salvo in casi poco frequenti di educazione parentale. Il sapere non è un insieme di nozioni che si giustappone alle relazioni sociali, sentimentali, emotive e morali dei ragazzi, alla loro vita reale. E' un'esperienza del mondo, un'apertura alla realtà, un incontro con la storia degli uomini e con l'universo fisico che abitano, nella totalità delle sue dimensioni. Educare non significa proporre il galateo delle buone maniere morali e sociali, ma porre la persona libera nel mezzo della storia passata e presente della storia degli uomini. E questo è il ruolo del sapere. E qui contano le modalità organizzativo-didattiche, attraverso le quali il sapere di civiltà diviene un'esperienza esistenziale della persona.

Ed questo il terreno che le scuole paritarie cattoliche devono scavare per comprendere le cause della caduta di attrattività.

 

(1 - continua)



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COMMENTI
01/04/2016 - la crisi delle paritarie? (Emilio Colombo)

aggiungo: La mia esperienza di gestore mi dice che se c'è uno spazio di libertà e partecipazione consentito dalle leggi e un gruppo di persone che ci tengono, si può fare la battaglia educativa quotidiana, si può essere riconosciuti validi anche da un pubblico largo, si incontrano persone sensibili da contesti trasversali, alla lunga anche i conti tornano, si possono tenere anche i prezzi contenuti...! Se invece una iniziativa sociale a gestione privata non è accessibile realmente a una platea larga e trasversale, se il "mercato potenziale" di una libera iniziativa che si deve autofinanziare sono solo coloro che hanno una certa disponibilità economica, anche l'originalità della proposta ne risente e da popolare diventa facilmente aristocratica, direi "borghese". E' una riduzione materialista? forse. Ma quante scuole cattoliche sono morte come scuole borghesi ieri e oggi? Una modalità di proposta può tendere a diventare borghese anche perché insegue la moda del momento per catturare la clientela secondo le tecniche del marketing e le immagini del pensiero comune. In ogni caso esercitarsi su qs giudizi, scegliere la proposta più attraente per i propri figli è possibile perché abbiamo avuto e abbiamo una certa casistica nella realtà che ci sta intorno. Chi ha i soldi la libertà di scelta "se la può permettere", magari all'estero. La maggioranza si deve accontentare di quello che passa lo stato con i relativi costi e sprechi. E' l'ennesimo fronte dove la democrazia reale sta cedendo.

 
01/04/2016 - la terza causa della crisi delle paritarie? (Emilio Colombo)

Incontrare persone che educano con coscienza e libertà può accadere anche nella scuola statale. Si può essere ideologici anche nel difendere la scuola non statale, come si può essere genitori deboli e insegnanti senza idee chiare. Vorrei però criticare garbatamente l'enfasi data alla "terza causa della crisi delle paritarie", che parte comunque da un dato esistente, una fragilità e povertà culturale della società di cui anche i genitori e i gestori di scuole sono parte. Per come è descritta mi sembra si vogliano dare dei giudizi che si avventurano nella sfera della coscienza e/o delle capacità e sembrano fare "psicologia sociale", dove invece c'è un problema economico e politico che ha anche contribuito a creare qs povertà culturale. Mi sembra più interessante riflettere sul fatto che sia giusto e possibile reperire nella società un luogo/spazio fisico/comunitario dove chi ha una proposta culturale originale (libera) la possa far incontrare e sperimentare ad un pubblico il più ampio possibile. Qs richiede che le leggi e le norme in vigore lo consentano nella pratica e in Italia non c'è questa libertà di scelta reale. E' il solito vecchio discorso e ci siamo stancati di farlo perché non ci crediamo più o parliamo d'altro perché ormai è tardi e la storia ha girato pagina? Siamo sicuri che qs altri argomenti siano realmente decisivi o quelli su cui spingere?

 
01/04/2016 - scuole paritarie (ciro pica)

gli errori li commettono tutti anche i genitori nell'aspettativa di una scuola però credo che quello che dice lei sia la scuola elitaria che ci sarà sempre. chiuderanno le paritarie...

 
01/04/2016 - LA PARITARIETA' CHE IN ITALIA NON ESISTE (CLAUDIO BOSCOLO)

Buongiorno, per cognizione di causa, avendo tre figli alle paritarie, la prima causa del calo di iscritti è dovuta all'ingiusto costo delle rette in quanto la famiglia deve sobbarcarsi I costi che IL GOVERNO ITALIANO illegittimamente non copre. Oltre a cio' le povere famiglie devono comunque pagare il costo della scuola pubblica della quale non usufruiscono... W LA SQUOLA ITALIANA!!!