BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Paritarie, "vittime" consenzienti dello statalismo peggiore

Pubblicazione:

Due celebri Muppets: Statler e Waldorf (Immagine dal web)  Due celebri Muppets: Statler e Waldorf (Immagine dal web)

E' certamente uno strano paradosso che mentre nella scuola pubblica statale è in corso la guerriglia di innovazione, di sperimentazione, di audacia, di cui il movimento delle avanguardie educative è solo un piccolo esempio, la scuola pubblica paritaria non sia all'avanguardia di questi processi di innovazione/sperimentazione. Ci sono, si intende, notevoli eccezioni. Un giudizio più equo richiederebbe un'analisi caso per caso. La Fondazione Agnelli ha stilato delle classifiche, in cui alcune scuole paritarie stanno in vetta. Ma, complessivamente, si deve registrare una sorta di statalismo conservatore non involontario e ideologicamente subalterno di molte scuole paritarie.

Eppure, sulla carta esse dispongono di una libertà organizzativo-didattica che nelle scuola statale è bloccata dagli accordi sindacali. E' noto che per legge il monte ore degli insegnanti è annuale. Ma i contratti prevedono che debba essere distribuito per 18/24 ore alla settimana, a sua volta tassativamente suddivisa in 5 giorni. Una tale rigidissimo assetto costringe nel letto di Procuste gli apprendimenti ed è la causa principale del disagio, della noia, della disaffezione degli studenti e della crisi degli insegnanti motivati, fino ai limiti di un crescente burn out.

La scuola paritaria, invece, dispone di una libertà, peraltro pagata a caro prezzo economico, che la scuola statale non riesce a praticare, quand'anche lo voglia; per farlo dovrebbe spezzare il duopolio amministrazione-sindacati che è il governo reale di ogni scuola. Nella scuola paritaria, questo duopolio non esiste. Ma funziona come se fosse stato introiettato.

A questo punto sono più chiare le ragioni della lenta caduta delle scuole paritarie. A chi chiede protezione socio-morale, sono in grado di offrirla solo nei cicli inferiori del sistema. A chi chiede innovazione/sperimentazione, al fine di motivare più profondamente i ragazzi a misurarsi con il sapere di civiltà, finiscono per offrire ad un certo costo ciò che molte scuole statali incominciano ad offrire gratis.

Se le paritarie cattoliche vogliono stare a galla e crescere, non hanno altra strada che quella dell'audacia dell'innovazione. 

(3 - fine. Leggi qui la prima e la seconda parte)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.