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SCUOLA/ Chi ha affossato (e perché) il nostro Rinascimento 2.0

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Michelangelo, David (1501-04) (Infophoto)  Michelangelo, David (1501-04) (Infophoto)

Si è cercato di sovrapporre un'organizzazione digitale lasciando sullo sfondo un sistema analogico. Si è così riusciti a creare una situazione devastante per il nostro tessuto sociale promuovendo la specializzazione in settori non comunicanti fra loro. Contenuti estremamente specialistici, attività differenziate proposte in numero sempre più elevato anche nelle nostre scuole superiori, iniziative di ogni tipo che dovrebbero probabilmente essere sempre opportunamente selezionate e inserite in percorsi culturali ideati in coerenza con uno specifico progetto di crescita culturale. 

Il rischio è di non proporre un'efficace formazione culturale caratterizzata da apprendimenti costruttivi, aperta anche a rigorosa selezione ed utilizzo di informazioni presenti in rete, rendendo i saperi di base frammentati, non aiutando quindi le giovani generazioni a comprendere in modo profondo nessi e relazioni tra di essi. Non serve dunque la ricerca di una forzata modernità nella didattica digitale, ma una "innovazione metodologica ragionata" che permetta una comunicazione tra differenti realtà, senza minare alle radici la nostra unicità e potenzialità di essere umani nell'operare scelte. Nel nostro mondo della formazione manca probabilmente un'educazione a superare diffusi individualismi strutturali di base, non considerando che il vero fare cultura dovrebbe guidare al piacere della condivisione, al continuo confronto, alla ricerca di intenti comuni per raggiungere obiettivi di reale significato per tutti, senza necessaria e predefinita priorità di ruoli per non coltivare semplici formalismi.

Questo non è il luogo per discutere se per l'Italia sia meglio un sistema piuttosto che l'altro. Certo che un ibrido tra i due ha fatto danni probabilmente irreparabili e sicuramente curabili solo con una drastica terapia. Oltre alle due generazioni già perse, se mai si avrà il coraggio di definire una strategia per il nostro Paese, si dovrà mettere in conto almeno altre due generazioni per indirizzare la nostra società ad uno sviluppo più armonioso. In un mondo globalizzato l'unicità è un bene preziosissimo. E noi abbiamo tutte le potenzialità per operare un nuovo Rinascimento. 

(2 - fine)

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