BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CONCORSO SCUOLA 2016/ Inizia oggi: se non seleziona i bravi docenti, a cosa serve?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

CONCORSO SCUOLA 2016 INIZIA OGGI. Finalmente, lo possiamo dire, si parte. Prende avvio il carrozzone del concorso scuola riservato dei docenti, con 165mila partecipanti per oltre 63mila posti a disposizione. Se sommiamo, poi, questi 63mila ai 100mila immessi in ruolo lo scorso autunno, non c'è che dire, una bella infornata.

Restano le domande, per lo più senza risposta, rispetto — appunto — a questa "infornata".

Domande, ad esempio, sulla qualità della selezione, sulla sua funzionalità nei confronti dei bisogni reali della scuola di oggi, sul modello assistenzialistico che continua a governare il sistema formativo italiano.

Le scuole tutte, sede d'esame, si stanno attrezzando come possono, con i loro laboratori ed i docenti delegati, per garantire la funzionalità e la trasparenza delle prove d'esame. Una gran fatica.

CONCORSO SCUOLA 2016 INIZIA OGGI. Una cosa è certa: in questa situazione è quantomeno difficile, vista la grande macchina concorsuale, riconoscere il principio base della società odierna. Cioè la centralità della persona, della risorsa umana, come si suol dire. Difficile. Soprattutto se continuiamo a subire il dominio della presunta equità degli automatismi concorsuali, delle graduatorie di istituto, distinti e distanti dalla vita reale, che richiede a un servizio qualità, non quantità. 

Perché questo ci dice la vita reale: le persone vanno valutate e valorizzate per le loro competenze, passioni, disponibilità, oltre alle conoscenze di base delle proprie discipline. Cioè soft skills, e non solo hard skills.

E la scelta — o selezione — delle persone, lo sappiamo bene, è il cuore di tutto. Ma per scegliere, secondo pari opportunità, si deve partire dalla "cultura dei risultati", non delle "intenzioni", come è stato sino ad oggi. E la cultura dei risultati, la stessa che noi, poi, chiediamo e pretendiamo per qualsiasi altro servizio, pubblico o privato, richiede, oltre le consuete certificazioni di base, una valutazione/valorizzazione della professionalità mostrata sul campo, cioè nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

CONCORSO SCUOLA 2016 INIZIA OGGI. Se questo è vero, la vera grande riforma, fondamentale per dar vita alla "buona scuola", è togliere allo Stato il monopolio della gestione delle professionalità necessarie al "servizio pubblico scolastico", togliere cioè la selezione di tutto il personale. Per consentire alle scuole, o alle reti di scuole (come i previsti "ambiti territoriali"), di bandire i posti per docenti iscritti all'albo, quindi con le adeguate certificazioni. Con commissioni formate da presidi, docenti e dsga delle discipline coinvolte.

Il vero limite che genera la reale precarietà di questo concorso sta, invece, nel non aver compreso che il cuore della vita della scuola è proprio la valutazione: degli studenti, come di tutti gli operatori. Puntualmente, infatti, anche in questo concorso la parte più trascurata, se non marginalizzata, è quella della valutazione. Perché mai, da presidente di commissione regionale dell'ultimo concorso, dovrei mettermi a disposizione per una nuova commissione, con le responsabilità che conosciamo e con i miseri riconoscimenti economici che sappiamo? — nonostante il recente piccolo adeguamento. 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
03/05/2016 - Scuole e ds scimmiottano aziende e manager – 1/3 (Vincenzo Pascuzzi)

[seguito del post datato 28.4.2016] 4) Sicuramente “la qualità della selezione è direttamente proporzionale alla qualità dei selezionatori” come scrive Gianni Zen. E si ha scarsa qualità se Miur e governo – malissimo organizzati e taccagni – devono poi ricorrere ai cirenei, agli stessi precari concorrenti (è incredibile ma è accaduto in Piemonte) per la nomina commissari, oppure ai bidelli per la sorveglianza durante gli scritti (è accaduto a Palermo). Sono anni che governi e politici concionano e pontificano di valutazione e di migliorare con essa la qualità della scuola, poi - nel caso del concorso - mostrano i loro limiti. Inoltre, non è del tutto condivisibile estendere le considerazioni e conclusioni della vicenda concorsuale paragonando ad essa l’insegnamento: “ la qualità dell'insegnamento è direttamente proporzionale alla qualità dei docenti”. I docenti non sono i soli responsabili della qualità dell’insegnamento, anzi bisognerebbe sempre riferirsi al binomio insegnamento-apprendimento, e qui entrano in gioco la condizione e i comportamenti dei discenti, la consistenza numerica della classe, altri fattori ancora. Infine, alla domanda di Franco Labella: “perché la selezione diretta dovrebbe funzionare meglio della procedura concorsuale?” bisogna rispondere che la selezione diretta (o a km zero, o di zona) non può funzionare meglio del concorso nazionale, ovvero che il “meglio” è riferito al giudizio soggettivo di chi localmente fa la selezione.

 
03/05/2016 - Scuole e ds scimmiottano aziende e manager – 2/3 (Vincenzo Pascuzzi)

5) Ma i conti non tornano nella vicenda concorso, e in tutte le altre questioni Miur. In particolare, non trovano riscontro gli annunci trionfalistici del governo: "stiamo investendo in istruzione", " il nostro governo ha cambiato verso nei confronti della scuola. Dopo anni di risparmi, siamo tornati a spendere nell'istruzione", “questo è un governo che investe sull'istruzione 3 mld di euro in più all'anno" (Giannini, 28.4.2016). Gli ultimi dati Eurostat dicono altro. Il nostro Paese dedica all’istruzione il 7,9% della spesa pubblica e il 4,1% del Pil, mentre le medie europee sono rispettivamente pari al 10,2% e al 4,9%. Dati del 2014 e nei prossimi anni andrà peggio: secondo il Def 2015, la spesa italiana in Istruzione passerà al 3,7% del Pil nel 2020 per poi scendere fino al 3,3% nel 2035. Amen. 6) La “buona scuola” non è più buona? Esplicitamente Gianni Zen scrive che “la ‘buona scuola’ andrebbe ripensata da capo”. Altri DS – i 1090 di “liberare la scuola” – lo lasciano intendere con i loro documenti. Luciano Pazzaglia, nel recente “La buona scuola. Una riforma incompiuta?”, parla di “riforma ancora allo stato di abbozzo”, di “scommessa sull’autonomia degli istituti scolastici”, mentre “non tutte le disposizioni sono coerenti con la scelta autonomistica”. Quanto sta accadendo conferma una certa dose di caos, con Renzi, Giannini, Faraone ed altri in evidente affanno a rimediare, tamponare e rassicurare.

 
03/05/2016 - Scuole e ds scimmiottano aziende e manager – 3/3 (Vincenzo Pascuzzi)

7) Bisognerà forse fare un check up alla riforma e alla scuola riunendo e raggruppando le varie osservazioni critiche che stanno emergendo. Tenendo ben presenti alcuni fatti e questioni: a) “Non calo la riforma dall’alto” assicurò mentendo Renzi il 3.9.2014; b) la l. 107 mostruosa con un solo articolo e 212 commi, approvata con voto di fiducia; c) la scuola forzata a emulare e strutturarsi come un’azienda, in competizione agonistica con altre simili; i presidi (anch’essi malpagati e oberati di responsabilità) indotti a considerarsi manager, imprenditori, magari capitani d’industria; gli artifici per surrogare bilanci aziendali, misurare “oggettivamente” apprendimenti, meriti, per poi assegnare modesti bonus economici; d) gli artificiali organigrammi piramidali usati per sminuire e penalizzare la didattica a vantaggio degli aspetti organizzativi e amministrativi, mentre lo stesso Giorgio Rembado – nell’intervista dell’11.4.2016 - riconosce che “è indubbio che vi siano delle competenze relative alla organizzazione della didattica e competenze più squisitamente amministrative. Queste ultime hanno carattere servente rispetto alle prime”.

 
28/04/2016 - Quindi finora abbiamo scelto i peggiori... (Franco Labella)

Darò una delusione al preside Pellegatta: come vincitore di concorso non mi riconosco nella Geenna descritta da Zen e da lui evidentemente condivisa. Apprezzo, però, lo spirito autocritico quando, bontà sua, include anche i Ds vincitori di concorso nel contenitore da buttare a mare. Resta una domanda: in tutti questi anni i peggiori (i vincitori di concorso) hanno insegnato in scuole dirette dai peggiori. Evidentemente i nostri studenti che, anche andando all'estero, vengono apprezzati e valutati positivamente devono aver frequentato paradisi scolastici extraterritoriali. E mi fermo qui... non senza osservare che nessuno risponde alla banale domanda: perchè la selezione diretta dovrebbe funzionare meglio della procedura concorsuale? Allora provo a dare una risposta: perché a qualcuno piacerebbe una scuola diversa, ideologica e asservita a visioni personali e particulari. Una, cento, mille Bosina... e per chi non ricorda cosa era c'è sempre la Rete. Beh, la differenza, forse, sta tutta qui.

 
28/04/2016 - Scuole e ds scimmiottano aziende e manager – 1/2 (Vincenzo Pascuzzi)

0) Le "affermazioni apodittiche che non si tengono da sole mettendole in sequenza", da una parte sono sì noia, come nota Franco Labella, ma costituiscono anche una scaletta o un indice di proposizioni e argomenti sui quali confrontarsi esprimendo posizioni in genere in disaccordo. Va comunque dato atto che l'autore è uno dei pochi DS che esprime pubblicamente i suoi pdv. 1) Esattamente un anno fa (27.4.2015) si poteva leggere: "Pur riconoscendo che il DDL 2994 Giannini-Madia-Padoan sia suscettibile di elementi migliorativi e di chiarimenti interpretativi, ne difendiamo con forza l'impianto e il coraggio con il quale interviene a riformare la scuola con l'obiettivo di rinnovarla e renderla rispondente ai bisogni della società complessa. …. ". Era il testo dell'appello elaborato da 4 DS "a favore del DDL sulla scuola e contro lo sciopero del 5 maggio". Qualche giorno dopo, l'appello risultava già sottoscritto da 500 DS, come comunicava e spiegava in dettaglio il DS Gianni Zen con la sua nota "Perché scelgo di non scioperare" in cui esplicitamente deplorava: "E' una vera contraddizione: gli operatori culturali [nuova denominazione dei docenti!], che dovrebbero per primi chiedere il cambiamento, visti i nuovi scenari glocali, per dare reali chance di speranza alle nuove generazioni, sono quelli che stanno tentando di bloccare ogni innovazione. Nonostante le ingenti risorse messe a disposizione".

 
28/04/2016 - Scuole e ds scimmiottano aziende e manager – 2/2 (Vincenzo Pascuzzi)

2) Ma 10 mesi dopo, sono gli stessi DS dell'appello detto a fare una conversione a U, con un secondo appello – datato 28.2.2016 – dal titolo "liberare la scuola". La Buona Scuola li ha delusi, il governo non ha mantenuto le promesse e ha deluso le aspettative? I DS, nel loro documento, parlano solo di questioni di loro interesse: reclamano meno impegni, attività, responsabilità, adempimenti e chiedono più soldi. La "scuola" si riduce solo a loro stessi? NULLA da segnalare o richiedere per didattica, alunni, docenti, ata? È anche vero che nell'intervista di oggi (28.4.2016) su Tuttoscuola.com i promotori del 2° appello ammettono che: "Le retribuzioni [dei DS] sono disallineate rispetto agli altri paesi europei, come del resto accade per tutto il personale della scuola. Occorrono investimenti ". 3) "Una bella infornata" osserva Gianni Zen a proposito dei 163mila immessi in ruolo su ambito. Ma c'è chi la pensa diversamente: "Tutto ci fa pensare che in realtà questo concorso è fatto per licenziare" e "Si delinea la figura del precario 40enne con tanti anni di esperienza che sarà estromesso dall'insegnamento" e ancora "ci saranno ancora più di 100 mila persone che dovranno aspettare il prossimo concorso del 2019" e questo perché "ci sono quasi 200 mila precari che lavorano nella seconda fascia delle graduatorie e nella terza". Così testimonia Luisa, docente di spagnolo, intervistata da Roberto Ciccarelli su Il Manifesto.

 
28/04/2016 - Ma cosa hanno selezionato i concorsi? (ROBERTO PELLEGATTA)

Grazie a Zen del quadro. Concordo nella necessità di un nuovo reclutamento che non sia più il concorso ministeriale. D'altronde chi può onestamente sostenere che i concorsi della scuola selezionavano buoni insegnanti e buoni presidi ? Ovviamente ... escluso chi legge!

 
28/04/2016 - Tutto il resto è noia....e contraddizioni (Franco Labella)

Non me ne voglia il preside Zen ma la sua chiusa mi ha ispirato. Tutto il resto è noia compresa una serie di affermazioni apodittiche presenti nell'articolo ma che non si tengono da sole mettendole in sequenza. E pure con qualche contraddizione in aggiunta. Cominciamo dalla prima: Zen afferma che la contrattazione nazionale si è esaurita e sarebbe il caso di spostarsi sul livello di scuola. E perchè allora ha scritto e pensa che il bonus premiale introdotto dalla L.107 debba essere sottratto alla contrattazione di scuola? Ancora: Zen ritiene che il concorso non sia lo strumento giusto ma ci ricorda di aver partecipato al penultimo in veste di valutatore. Non mi pare che fra l'ultimo ed il penultimo ci siano differenze tali da giustificare il suo attuale pollice verso. Ma passiamo al futuribile secondo Zen: le scuole che selezionano direttamente il personale. Ogni volta che sento proporre quest'idea continuo a fare e a farmi una domanda destinata a restare senza risposta: perchè mai questa modalità dovrebbe garantire risultati migliori e omogenei di quelli attuali? Perché i DS sono illuminati dalla grazia divina quando sono a scuola e perdono tale dono quando fanno i pres. di commissioni di concorso? Zen spesso quando parla della selez. dei docenti fa riferimento all'intero settore pubblico. Ed allora la domanda: ma perchè quando si assume un medico osped. ci occupiamo delle sue soft skills? Ne valutiamo, ad esempio, la predispos. al rapporto umano con i pazienti?