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SCUOLA/ Noi, "generazione Erasmus", il fascino di scoprire la normalità degli altri

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Mercato centrale a Valencia (Infophoto)  Mercato centrale a Valencia (Infophoto)

Sembra assurdo: le strutture del pensiero che da sempre avevano una chiara disposizione, ora vengono demolite e all'improvviso non traduci più, non cerchi più di tornare alla tua parola di "origine", ti affidi e lasci avvolgere dal mondo in cui sei immerso. All'improvviso, vivendo tra le pareti con altri coinquilini stranieri, scopri di avere anche un'anima tedesca, una francese, una latinoamericana che aspettavano solo essere trovate. 

L'Europa per noi "Generazione Erasmus" non ha più un significato astratto, il bene comune è tanto visibile, tanto palpabile quanto condividere la cena con degli amici messicani, austriaci, inglesi. Se stai per partire non dubitare, i compagni che incontrerai saranno come te, avranno avuto la stessa folle idea di lasciare la patria verso qualcosa che non sapevano nemmeno loro cos'era, quasi per svelare un mistero… Studierai in un'altra lingua, quante notti passerai a guardare il cielo, ritrovandoti a parlare con chi fino a due giorni prima non era che un estraneo.

Ed è grazie a loro che scoprirai che quanto pensavi di sapere su te stessa, non era che l'inizio. Questo è il volto dell'Europa che conosciamo senza filtri, questa è la maniera con cui rispondiamo a chi vuole farci indurire il cuore negli stereotipi: ho imparato a conoscere meglio l'islam dormendo nella stanza affianco a una delle ragazze musulmane più buone che abbia incontrato. Ho imparato sulla mia pelle cosa significhi essere vista come un'emigrata, lasciare una vita dietro per poter ricominciare tutto da capo. Ho imparato a essere orgogliosa del mio stesso paese sentendolo descrivere da chi italiano non era. Questa bellezza supera i confini che la mala informazione e le facili propagande vorrebbero per la nostra società globalizzata.

Tu che hai viaggiato lo sai bene, guardati ora, sapresti definire quello che ora ti è vicino, lontano, estraneo o familiare? Vedere con occhi nuovi quello che anche qui, per altri, è la normalità.

Tutto è familiare ma al contempo non ancora conosciuto. Amici lontani che arrivano in aereo e pare portino con loro storie un tempo tue ma che ora in un qualche modo non ti appartengono più. 

Cambiamento, apertura, una fedeltà a me stessa messa a dura prova, un carattere tolto dal proprio ambiente per essere trapiantato in un altro.

Ed è vero: non mi sono mai sentita così me stessa! 

Ho dentro una gioia che esplode in un sorriso ogni mattina che esco di casa, non ci sono più dubbi: sono innamorata. Non di una persona, ma di mille, non di un tutto indistinto, ma di ogni piccola sfumatura di questi uomini. Ogni via resterà legata ad un ricordo, di come ho imparato ad affrontare le difficoltà scambiando promesse con amici d'oltre mare, o difendendo quello che del mio passato ritenevo importante. Questa continua lotta per trovare un equilibrio tra quello che ero e quello che sono, è la vita. 



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