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SCUOLA/ I licei musicali? neoassunti e docenti storici, "50 e 50"

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Conosco bene i problemi dei docenti perché sono docente anch'io. Rispetto le istanze di tutti, però poniamoci anche, e direi soprattutto, il problema degli studenti, della loro domanda formativa.

 

Parliamo un po' della Cenerentola del nostro sistema di istruzione, non è così?

Direi proprio di sì. Parliamo di un liceo nato nel non lontano 2010 in mezzo a mille difficoltà, per costituire un segmento formativo anche professionalizzante in grado di colmare una lacuna del nostro sistema formativo. Ho curato io la delega del comma 181, lettera g) (della legge 107/2015, ndr), dove dico che i licei musicali vanno implementati. In altri termini, i 113 licei attuali sono solo una prima risposta che andrà rafforzata, ce ne dovranno essere di più. Ma si dovrà pensare anche ad una curvatura dell'offerta formativa verso il teatro e la cinematografia. 

 

Lei è prima firmataria di un ddl, il cosiddetto ddl Abbado, che intende proporre risposte di sistema al deficit della nostra cultura musicale. Intanto però i licei musicali hanno un costo enorme, problemi di spazi, urgenza di una flessibilità didattica che appare estranea al nostro sistema formativo…

Dice bene quando parla di deficit: siamo un paese dove non si studia musica da nessuna parte alle superiori. E' vero, la musica costa perché ha certi requisiti, ma la strada che si è aperta va seguita, pur con la dovuta gradualità. Nella delega ho suggerito soluzioni che non possono essere a costo zero, ma talvolta è necessaria un'ottica diversa.



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COMMENTI
14/04/2016 - CVD (Franco Labella)

Ad integrazione del commento che ho postato e a conferma di quanto vi avevo scritto circa la possibile incostituzionalità della esclusione dal concorso dei docenti di ruolo (in questo caso gli insegnanti della scuola media inferiore sin qui utilizzati nei licei musicali), il TAR del Lazio ieri 13 aprile ha rimesso alla Corte Costituzionale il giudizio sulla parte della L.107 che ha previsto tale esclusione. Aspetto il primo che scriverà che è colpa dell'italica tendenza a servirsi degli avvocati. Perché, magari, il problema è, invece, che se si scrivono leggi in maniera affrettata e affidando ai voti di fiducia la loro approvazione, poi non ci si può lamentare se si applica l'art. 24 della Costituzione. Quella "vecchia", quella non "rottamata" ancora...

 
05/04/2016 - Idee singolari (Franco Labella)

E' vero che con Renzi il "dalli al sindacato" è diventato lo sport nazionale ma c'è un limite di decenza che non dovrebbe essere superato. L'invito alla collega Ferrara è, perciò, a ricordare una realtà che lei conosce certamente e che non può, perciò, mistificare. Come molte parti del riordino Gelmini anche il liceo musicale (ma è stata la stessa cosa col CLIL) è stato un parto non preceduto da un travaglio regolare. Fuor di metafora: prima fai il liceo e poi ti poni il problema di chi ci insegna? E se è così, qual è il senso della recriminazione della prof.ssa Ferrara verso il sindacato a proposito dello spopolamento delle scuole medie per favorire il necessario esodo verso istituti (i licei musicali) altrimenti privi del personale docente? Che c'azzecca il sindacato in questo? O vuoi vedere che il riordino è stata opera sindacale e non della Gelmini... Ora Renzi e Giannini fanno il bis della Gelmini: stabiliscono un divieto di dubbia costituzionalità (perché presente, nel pubblico impiego, solo nella scuola, art. 3 C.) di partecipazione al concorso dei docenti già in servizio e pretendono anche di convincerci, magari con l'ausilio di interviste come questa, che tutto funzionerà, nei licei musicali, per il meglio dal prossimo 1 settembre. Insomma il mondo della scuola ha pareccchie elette nel PD (dalla Malpezzi della carta igienica alla prof.ssa Ferrara, passando anche per altri membri del Parlamento). A me non pare che questi apporti stiano giovando gran chè.