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SCUOLA/ Paritarie in crisi, "vittime" di Napoleone e di Henry Ford

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J.-L. David, Napoleone attraversa le Alpi (1801) (Immagine dal web)  J.-L. David, Napoleone attraversa le Alpi (1801) (Immagine dal web)

Si tratta, beninteso, di schemi puri: nella realtà è difficile separare cittadino e persona, sapere come istruzione e sapere come sapienza e come processo educativo. Ma è tuttavia evidente che gli apparati educativi che conseguono ai due diversi principi sono differenti.

Fondarsi sul principio-persona significa, concretamente, l'attenzione alla singolarità, l'accompagnamento della persona da quando passa la soglia della scuola per la prima volta con in tasca il proprio portfolio, a quando costruisce sotto la guida di un tutor di un proprio piano di studi personalizzato, a quando incomincia a correre lungo le tappe del curriculum, che vuol dire, appunto, "corsa". Personalizzare significa una nuova organizzazione del tempo di apprendimento e, pertanto, di insegnamento, non più per auditorium parcellizzati e seriali — le classi — ma per compattazione e riunificazione dei saperi, in pochi laboratorium. Significa spezzare la corrispondenza biunivoca tra classe biografica e classe scolastica.

Alla domanda "perché la scuola cattolica?" — in realtà articolazione e specificazione in campo educativo della domanda "perché la Chiesa?" — la risposta che si dovrebbe dare è che questa scuola coltiva la persona in tutte le sue dimensioni, fa vivere l'acquisizione del sapere come processo esistenziale, costruisce il curriculum ad personam, rivoluziona e demolisce l'organizzazione proto-industriale e fordista della didattica. Dal punto di vista culturale e intellettuale coltivare "il senso religioso" non significa fare catechesi, bensì "solo" tenere aperto un atteggiamento non onnipotente e non prepotente verso l'universo umano e verso quello naturale: un atteggiamento di finitudine. Solo la fede può compiere "il senso religioso", ma questa non è il fine proprio della scuola cattolica. La scuola, nel suo piccolo, è "solo" un "ospedale da campo".

(2 - continua. Leggi qui la prima parte)

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