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SCUOLA/ Filosofia, imparare a domandare: anche dopo l'interrogazione

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Accade, invece, esattamente il contrario. Per restare al caso di specie, a cosa si riduce la storia della filosofia? Ad una galleria di incomprensibili teorie (le omeomerie e le ipostasi, la natura naturata e il giudizio teleologico, l'epochè e il nichilismo) partorite da uomini che non avevano nulla da fare se non turbare, per insondabili ragioni, la vita di studenti nati secoli dopo di loro! Al di là della rappresentazione volutamente caricaturale, la questione è seria: quale autentico frutto educativo e culturale da un simile approccio, in termini di motivazione, conoscenza significativa e non meccanica, permanenza nella memoria semantica (quella che ci accompagna a lungo termine, dopo aver assolto al dovere dell'interrogazione)?

Il punto è che niente è più incomprensibile della risposta ad una domanda che non si pone. Da questo punto di vista, l'aspetto più interessante del manuale di Esposito e Porro (che pure non evita o banalizza i tecnicismi della filosofia, ma casomai cerca di scioglierli e spiegarli) è la continua tensione a mostrare come un'idea o una teoria non siano mai frutto dell'arbitrio, ma tentativi più o meno riusciti di rispondere a problemi ben precisi, avvertiti, spesso drammaticamente, da un'epoca o dall'uomo in quanto tale.

Attraversando le pagine del testo, si è così aiutati a scoprire come l'oggetto della filosofia sia una serie di domande (su noi stessi, sulla natura, sulla storia, sulla politica, su Dio, sul significato di tutto) e la storia della filosofia un'occasione formidabile per imparare a domandare. Possibilità di un autentico lavoro di conoscenza, cioè di quel processo che pone davanti ad un oggetto ben preciso favorendo l'emersione delle dimensioni fondamentali del soggetto, e di un incontro reale con altri uomini (gli autori) che "buca" la distanza temporale e, aldilà della necessaria storicizzazione, ce li fa sentire "stranamente" compagni nel cammino dell'esistenza.

Davvero, come diceva H.G. Gadamer, "comprendere un certo pensiero significa comprenderlo come risposta ad una domanda".



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