BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Ciò che manca alle famiglie per fare la scelta giusta

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Tutti coloro che hanno una memoria scolastica sanno bene di cosa parlo: al di là del liceo o del professionale o del tecnico a cui ti eri iscritto, bisognava anche fare i conti con l'insegnante che "ti capitava". Perché c'era quello severo, quello che lasciava copiare, quello che non interrogava mai, quello che "bisogna portare pazienza perché tra un po' va in pensione". L'elenco potrebbe continuare. Da quando, dopo la laurea, ho iniziato a confrontarmi con il mondo della scuola dal punto di vista dei docenti, subito ho sentito parlare di merito, di necessità di incentivo delle professionalità, di misure in grado di sanzionare, se non di fermare, gli insegnanti che, per vari motivi, non rispettano gli standard formativi previsti.

Dirò di più: ad oggi devo ancora incontrare un collega che si dica contrario all'introduzione di una qualche forma di meritocrazia nella scuola. Nel frattempo sono passati 14 anni, e ora siamo qui a cercare di capire in che modo il "bonus docenti" previsto dalla "Buona Scuola" sarà erogato dai singoli istituti.

In pratica ravviso un paradosso, alla base delle scelte che devono fare le famiglie degli studenti che si apprestano a iniziare il percorso delle superiori: da un lato gli si vuol dire quali siano le scuole buone e quelle meno buone. Ma d'altra parte ad oggi non siamo in grado di dire chi siano i docenti buoni e quelli meno buoni. Ci si arrampica sulle strutture scolastiche e sui risultati in uscita, ma sappiamo bene che una bella aula e un bravo studente non fanno un bravo docente.

Tornando all'esempio automobilistico di prima, se il motore della mia utilitaria si guasta e devo andare dal meccanico, poco mi interessa sapere quanto grande è l'officina, o quanti strumenti all'avanguardia ha. Voglio sapere se i meccanici che ci lavorano sono bravi, onesti, fanno un preventivo, rispettano i tempi.

Nel mondo della scuola, invece, pare che una sorta di fatalismo rinunciatario regni tra le famiglie: si sa che le cose possono andare bene, si sa che le cose possono andare male. Si incrociano le dita, si chiudono gli occhi, e si va avanti.

In attesa di un codice deontologico del docente, in attesa di criteri di valutazione interni ed esterni (i percorsi sperimentali già si sono fatti in molti istituti, e i modelli dall'estero da cui prendere spunto non mancano certo!) che permettano alle famiglie di leggere con trasparenza i livelli di professionalità che una scuola può esprimere, in attesa (mi spingo troppo in là?) di strumenti che permettano ai dirigenti di agire con efficacia nell'affiancamento, nella formazione in itinere di docenti che abbiano evidenziato lacune, tanto quanto di premialità di docenti che abbiano dimostrato capacità professionali elevate, cosa resta da dire alle famiglie dei ragazzi che hanno appena scelto o sceglieranno nei prossimi anni il loro percorso di studi?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >