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SCUOLA/ Disabili e paritarie, lo Stato rende una piccola parte di ciò che ha tolto

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Dal risicato bilancio della scuola, dalle iniziative di una benemerita associazione di genitori che si inventa ogni genere di iniziative per racimolare qualche quattrino da destinare a questo scopo. Giusto per dire, caro giornalista, che non abbiamo certo avuto bisogno dei 1.000 euro del governo per farci carico dei bimbi e dei ragazzi in difficoltà.

Ora ringraziamo di cuore i politici che si sono battuti per farci avere i 1.000 euro (se la norma sarà approvata dalla Camera): coprono una piccola parte dei costi, ma sono sempre benvenuti, e segnano — speriamo — un'inversione di tendenza rispetto alla politica diabolica degli ultimi anni. Ma saremmo contenti di ringraziare anche i giornalisti, se facessero informazione in modo leale e non distorto.



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COMMENTI
12/05/2016 - RAGIONI NON POLEMICA (nicola mastronardi)

Concordo e capisco che bisogna accettare tutto dai 1000 euro per gli studenti diversamente abili alle detrazioni di 76 euro meno 2 euro (di marca da bollo per il certificato). Concordo e capisco che passa il principio di parità e libertà di scelta. Ma nel caso degli studenti diversamente abili che libertà di scelta c'è se la famiglia deve pagare 27.000 euro l'insegnante di sostegno. La famiglia di uno studente con disabilità e problemi economici non può scegliere di iscrivere il figlio in una scuola secondaria di I grado (scuola dell'obbligo) paritaria e quindi pubblica, perché oltre alla retta deve pagare l'insegnante di sostegno, vorrei capire cosa c'è di paritario e di libera scelta in tutto questo. Come dice giustamente lei bisogna solo ringraziare famiglie che partendo dal basso tramite associazioni, raccolta fondi e con iniziative varie (teatro, concerti, ecc.) riescono ad aiutare economicamente con borse di studio le famiglie più bisognose. Ribadisco un concetto a me molto chiaro, la libertà giuridica senza la parità economica è un inganno. Un bidello