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SCUOLA/ Marijuana in classe, studenti bocciati: siamo sicuri che sia solo un fallimento?

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Del resto, se fosse stato preso un provvedimento più blando, un allontanamento temporaneo con la possibilità di un reintegro, l'esame non avrebbe comunque potuto essere garantito: come si può ammettere all'esame chi, comportandosi così, non avrebbe certamente ottenuto un voto sufficiente di condotta? O avrebbero dovuto illudere i due giovani di poter continuare con il loro atteggiamento? La scuola, nei suoi atti ufficiali, ha sempre dichiarato di avere tutelato per primi proprio i due ragazzi e conseguentemente il resto della classe. 

Alla luce dell'amara storia che precede il fatto in questione, si può ancora criticare la scelta compiuta? Metterla in discussione certamente sì, ma non al modo con cui lo si è fatto sugli organi di stampa.

Il sindaco di Giussano, rappresentante dell'ente affidatario dei due minori in questione, pur affermando in ogni occasione, anche attraverso un comunicato fatto pervenire la sera dello svolgimento del consiglio d'istituto, di non voler minimizzare la vicenda, ha espresso a più riprese la convinzione che il provvedimento preso sia assolutamente sbagliato perché espellere i due giovani, per i quali l'obbligo di frequenza cesserà al compimento del sedicesimo anno, sia il prologo di un abbandono scolastico, con tutte le conseguenze che ciò potrà comportare nel loro futuro. Per il sindaco la scuola deve sapere integrare, non escludere, ed escludere vuol dire fallire come istituzione educativa. Di fronte a un'azione sbagliata, dice ancora il sindaco, non ci si può permettere di pregiudicare il futuro di due adolescenti che hanno il diritto di riscattarsi terminando l'anno scolastico e sostenendo gli esami. Ma occorre chiedersi: il futuro è l'esame? Allontanarli, dice sempre il sindaco, aumenterebbe la possibilità per loro di trasformare un episodio in uno stile di vita. Ma quello è solo un episodio o il sindaco, come ormai è evidente, sa bene che c'è altro?

Sui giornali è intervenuto anche l'assessore ai servizi sociali, rivelando che in Comune stanno studiando un'azione legale contro la decisione della scuola. Un'altra responsabile del servizio tutela minori afferma senza giri di parole che la scuola ha fallito il suo mandato educativo e che i servizi avrebbero proposto per i ragazzi la frequentazione di un'altra struttura, senza toglier loro la possibilità di affrontare l'esame; anche perché i due quattordicenni non hanno nessun precedente di tipo giudiziario e la quantità di marijuana trovata loro addosso è soltanto di 0,02 grammi. 

Anche qui, alla luce delle difficoltà e delle complessità di cui è piena questa storia, forse c'è da chiedersi se è così lungimirante la veemenza con cui questi organi pubblici si sono scagliati contro la decisione presa dalla scuola. Possiamo comprendere che la scuola abbia attirato gli strali degli utenti di Facebook e delle pagine web dei giornali, ma com'è possibile che chi è al corrente della vicenda possa comportarsi come il sindaco, come l'assessore o la responsabile dei servizi di tutela? Com'è possibile pensare che il problema vero di questi giovani sia quello di affrontare l'esame? 



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COMMENTI
13/05/2016 - da una DS di un IC con lunga esperienza in un ISS (Genzianella Foresti)

Ora sono in un Comprensivo, ma la mia carriera sia da docente (lunga) che da dirigente (tre anni) si è svolta in istituti superiori. Ho visto troppi casi complessi per non pensare che "già" alle medie dovessero esserci segnali. Tralasciando la questione descritta chiaramente nell'articolo in questione, vorrei però aggiungere due considerazioni. Una relativa alla "asimmetria informativa" che caratterizza l'operato dei media e della scuola. I gornali scrivono, ma la scuola come può rispondere? I minori vanno tutelati soprattutto quando sbagliano. L'altra è relativa al fatto che spesso il "promuovere" è la "vera bocciatura", quando significa che in realtà la scuola si arrende: Non ce la facciamo, quindi ti lasciamo andare ... verso un Istituto superiore dove la dispersione ti aspetta (se hai meno di 16 anni) o verso il mare di una vita in cui non saprai adeguatamente nuotare.