BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Prof e studenti alla (ri)scoperta della certezza

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Insomma — ho proseguito — anche noi oggi, per conoscere e per vivere, abbiamo bisogno di credere a qualcuno. La differenza tra noi e il Medioevo non è che "loro credevano a tutto, che ingenui", mentre noi siamo "scientifici" e sappiamo tutte e sole verità. Il discrimine è piuttosto questo: chi è degno di fiducia? L'antichità e alcune età seguenti ritenevano degna di fiducia la parola autorevole di un maestro (non a caso Dante dice proprio a Virgilio: "Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore" – If I, 85), noi no. Abbiamo cioè generalmente perso — o meglio, vi abbiamo voluto rinunciare — la categoria dell'auctoritas, del magistero sicuro che proviene da chi è più grande di noi.

D'altro lato, ho voluto rassicurare i miei studenti: negli ultimi secoli la scienza ha davvero fatto grandiosi progressi, e ci offre tante valide conoscenze! Accettare l'insegnamento dell'auctoritas non esclude affatto l'avvalersi della scienza né della tecnologia: Virgilio non è in contrasto con un esperimento scientifico o con l'uso di Internet. Del resto, il momento cruciale del conflitto tra certezza scientifica e certezza della tradizione arriva con l'Illuminismo… ma stavo facendo un'ora di latino alla scuola media, perciò mi sono limitato a un accenno, che però mi sembrava importante offrire, per permettere ai miei ragazzi di fare qualche collegamento tra epoche e autori che hanno sentito nominare almeno una volta, e le loro inossidabili idee.

Una cosa è certa: mai avrei immaginato che leggere Paolo Diacono desse adito a un dibattito, serio e sentito da parte dei ragazzi, sull'attualità. Invece, per dei brillanti e benintenzionati quattordicenni di oggi è proprio un problema pensare che uno scrittore del passato abbia da insegnare, che si possa sapere qualcosa di vero anche non tramite la tecnologia e i mezzi di comunicazione di massa, e che invece questi stessi mezzi non siano i depositari assoluti della verità! 

A fronte di tale situazione, un'educazione significativa e intelligente deve avere a cuore di mostrare il vigore del passato, nel suo legame illuminante con noi, e la molteplicità dei metodi di conoscenza, che si esprimono nella varietà delle discipline scolastiche. In quest'opera rientra a pieno titolo l'esaltazione del pensiero scientifico moderno, che va ben distinto dalla cieca fiducia nello scientismo tecnologico.

A chi spetta tale compito? A noi insegnanti: ciascuno per sé, ma anche, potendo, insieme, nella condivisione di giudizi, scoperte di studio e tentativi didattici. Aiutiamoci in questo lavoro. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.