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SCUOLA/ Quando manca l'autonomia, chi "paga"?

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I paesi esaminati sono stati 136: in testa l'Irlanda, con 389 punti; in coda il Gambia, con 69. E l'Italia? Quarantasettesima, con 228,10 punti, ultima fra i paesi dell'Europa Occidentale, e solo grazie al punteggio pieno consentito dalla Costituzione e dalla legge 62, dagli elevati tassi di scolarizzazione primaria e dalla presenza relativamente elevata di iscritti alle scuole paritarie in questa fascia: quanto a finanziamento, è nel gruppone che va dal 41° posto del Libano al 97° della Costa d'Avorio. 

Un'altra ricerca, elaborata dall'Iref (Institut de Recherches Économiques et Fiscales) nel 2013 confrontando i risultati dei test Pisa e gli indicatori Eurydices di autonomia, mostra che i cinque paesi europei con i migliori risultati sono tutti nel primo gruppo di sistemi educativi per libertà di insegnamento. Tra i 20 sistemi educativi europei che hanno risultati superiori alla media, dodici (il 60%) sono nei primi due gruppi per libertà di insegnamento, e reciprocamente dei 19 sistemi con la più ampia tutela della libertà di insegnamento dodici sono sopra la media dei risultati Ocse. Considerando il rapporto fra autonomia e riuscita, l'Italia è ventunesima su trentun paesi esaminati. 

Si può certamente sostenere che questi tipi di graduatoria, come tutti i ranking,  lasciano il tempo che trovano, che gli indicatori potrebbero essere diversi, che non è vero che la scelta sia una dimensione fondamentale dell'autonomia. Ma una seria riflessione, se non sui principi almeno sui risultati, sarebbe doverosa.

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