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ESAME DI MATURITA'/ Studente, non ti curar di "lor" ma sii te stesso

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Tu insisti, allora, e mentre porti il tema della maschere indossa la maschera che ti hanno cucito addosso. Copia la seconda prova che altrimenti non sapresti nemmeno capire da quello stesso insegnante che non ti ha messo nelle condizioni di capirla, e poi concorda le domande dell'orale con l'interno che si vanterà di difendervi e di cui scoprirai la reale cattiveria solo il giorno dei test d'ingresso universitari. 

Fai anche tu il foglietto con le freccine colorate in cui ti avventuri a collegare 9 materie, e guai se ti chiedi perché mai bisogna fare così. Illuditi di essere intelligente quando avrai trovato il collegamento, e spera che non si insinui mai in te il desiderio di conoscere veramente quelle cose. Stampa anche tu una delle centomila vite di Pirandello scopiazzate, in modo da convincerti che anche tu sei nessuno e non hai neanche un pensiero veramente tuo. Non ti venga in mente di leggere qualche suo romanzo: potrai così farti invitare in futuro a una puntata della Domenica sportiva e parlare per cinque minuti proprio di una determinata partita che hai scelto tu stesso di commentare ma che non hai mai visto. Se poi vuoi portare la figura della donna, una paginetta di Wikipedia su una certa Matilde Serao di cui al momento ignori l'esistenza andrebbe benissimo, te l'ha suggerito la tua ottima docente di lettere antinvalsi. 

Del resto, anche se i collegamenti avessero un senso (ma non ne hanno) e anche se non fossero ridicoli (ma lo sono) e anche se fossero richiesti dalla normativa degli esami (ma non lo sono), sappi che è proprio matematicamente impossibile che quel giorno tu possa collegare davvero 9 materie: prima che ti interroghino sui programmi, avrai a disposizione un quarto d'ora, e ti ci vorrebbe un minuto e quaranta a materia (avete fatto questo semplice calcolo?), ma questo non succederà mai. Ti fermeranno dopo due collegamenti, e buonanotte agli altri sette: anzi, proprio perché porti Wilde nel percorso, ti chiederanno invece Joyce. Gli insegnanti lo sanno benissimo, eppure ogni anno se lo dimenticano fino alla fine di giugno, in preda a quel bipensiero che varcata la porta dell'aula li rende esigenti raccoglitori di percorsi con freccette mentre fuori si lamentano di questi collegamenti sempre gli stessi che basta non ce la faccio più è tutta colpa di Renzi. 

Ovviamente, collegare d'Annunzio con il fascismo sanno farlo tutti: è leggere Alcyone che è tutt'altra cosa. Parlare di un argomento qualsiasi di ogni materia, di cui in fondo non importa niente a te né a nessuno, lo sanno fare tutti: è parlare di una sola questione, che veramente ti sta a cuore, che è un'altra cosa. Parlare della libertà, e che ci vuole? è sentirsi liberi studiando che è un'altra cosa. 



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COMMENTI
19/05/2016 - E soprattutto lascia perdere queste cronache.. (Franco Labella)

Visto che il tuo prof. Capasa ambisce a diventare il prossimo regista della prossima "La scuola", provo anch'io a darti un consiglio senza immaginare di essere Mastrocola o Starnone: pensa all'esame non come ad una macchietta o ad un film. E' ancora un'occasione per misurarti ed anche per misurare. Il mondo esterno sarà pure fatto di prof. che sgranocchiano cornetti e si scambiano i selfie. Ma nel mondo reale c'è anche altro. Ed il nostro compito sarebbe esattamente quello: aiutarti a vedere l'altro, il positivo che c'è. E non saranno i quadretti come questo che hai letto (perché magari il regista si augura veramente che tu lo faccia) che ti danno la misura di cosa oggi sia la scuola. Perché quella tu l'hai vissuta veramente. Non come il film di Capasa al quale auguro una splendida carriera cinematografica visto che disprezza tanto la scuola. Anzi la squola che insieme con le chiappe potrebbe essere un bel titolo.

RISPOSTA:

Il nostro compito è aiutare a vedere il positivo e anche il negativo: "a questo mondo bisogna avvezzarsi a vedere in faccia ogni cosa, bella o brutta". Sostenere che questo articolo non sia la descrizione della realtà ma un film non significa aiutare a vedere il positivo, significa solo miopia. Chissà se il giorno dell'orale il disgusto dei maturandi verso la pochezza distratta degli insegnanti o le loro lacrime per non aver potuto fare quei collegamenti che hanno preparato per mesi o lo spettacolo - rarissimo e stupendo - di chi sarà davvero se stesso ci sbatterà in faccia la realtà. VC