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ESAME DI MATURITA'/ Studente, non ti curar di "lor" ma sii te stesso

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ESAME DI MATURITA' 2016. Mi raccomando: quel giorno, quando all'esame orale toccherà a te, la sedia rimanga incollata alle tue chiappe. Vaga, maturando, da un professore all'altro impugnando i braccioli della sedia, che sarà tutt'uno con il tuo corpo, quando — così fan tutti — ti sposterai lungo la cattedra pronunciando la formula magica "comincio con italiano" e brandendo poi l'improprio verbo "portare" per sostenere che "porto Ungaretti" oppure "porto la figura della donna". 

Mentre porterai quel che porterai, è probabile (ma non è detto) che l'insegnante della materia selezionata ti ascolti, mentre a mezzo metro da te altre due insegnanti chiacchiereranno beatamente fra di loro collegando argomenti vari, e se il tuo turno capita dal terzo giorno in poi esse avranno raggiunto un tale livello di confidenza da mostrarsi spudoratamente sullo smartphone le foto delle proprie figlie sulle spiagge di Ibiza, tutto mentre tu stai portando "il tema del viaggio". Intanto almeno un altro commissario continuerà a fingere di compilare non si sa bene quali registri e tra di loro girerà un foglietto in cui ognuno scrive se vuole il cornetto o l'espressino, e intorno a te il viavai di quello che ha cambiato idea e non vuole più il cornetto al cioccolato ma il cornetto Algida, ché oggi fa troppo caldo, e infatti dovrai fare presto a portare la guerra fredda, prima che il barista porti cose più fredde e interessanti delle tue. 

A un certo punto qualsiasi – quando qualche insegnante mimerà inequivocabilmente l'orologio – dovrai pur fermarti e "passare" a un'altra materia: "ora volevo passare a inglese" dirai, oppure "beh, basta così, adesso passa a filosofia" ti diranno. Vagando per l'aula con la sedia saldamente inchiodata alle natiche e un libro casuale che, per assenza di mani a disposizione, stringerai sotto l'ascella putrida di inizio luglio mentre il foglio del percorso si assesta in bocca, cercherai invano "quello di scienze", che fino all'istante prima giocava placidamente a Candy Crush e a cui tu vorresti propinare l'illuminante collegamento tra guerra fredda e temperatura basale, e ti accorgerai che purtroppo se n'è andato in bagno giusto in quel momento, e allora quella di matematica gracchierà un "vieni, vieni, facciamo i logaritmi". Il tutto in un clima talmente rumoroso, in un ciarlare così continuo e pettegolo che se due alunni si permettessero di fare altrettanto in classe perlomeno dovrebbero sorbirsi un interminabile predicozzo sulla questione di rispetto perché un altro sta parlando eccetera eccetera eccetera. 

Tu, mi raccomando, non ti curar di lor ma porta e passa. Vai a prenderti il voto che già predestinarono per te allo scrutinio del terzo anno a prescindere dalle tue prove d'esame, con le sole variabili degli sbalzi d'umore, del caldo, se sei il primo o l'ultimo della mattinata, se due commissari hanno appena litigato o si sono appena rappacificati a suon di cornetti. 



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COMMENTI
19/05/2016 - E soprattutto lascia perdere queste cronache.. (Franco Labella)

Visto che il tuo prof. Capasa ambisce a diventare il prossimo regista della prossima "La scuola", provo anch'io a darti un consiglio senza immaginare di essere Mastrocola o Starnone: pensa all'esame non come ad una macchietta o ad un film. E' ancora un'occasione per misurarti ed anche per misurare. Il mondo esterno sarà pure fatto di prof. che sgranocchiano cornetti e si scambiano i selfie. Ma nel mondo reale c'è anche altro. Ed il nostro compito sarebbe esattamente quello: aiutarti a vedere l'altro, il positivo che c'è. E non saranno i quadretti come questo che hai letto (perché magari il regista si augura veramente che tu lo faccia) che ti danno la misura di cosa oggi sia la scuola. Perché quella tu l'hai vissuta veramente. Non come il film di Capasa al quale auguro una splendida carriera cinematografica visto che disprezza tanto la scuola. Anzi la squola che insieme con le chiappe potrebbe essere un bel titolo.

RISPOSTA:

Il nostro compito è aiutare a vedere il positivo e anche il negativo: "a questo mondo bisogna avvezzarsi a vedere in faccia ogni cosa, bella o brutta". Sostenere che questo articolo non sia la descrizione della realtà ma un film non significa aiutare a vedere il positivo, significa solo miopia. Chissà se il giorno dell'orale il disgusto dei maturandi verso la pochezza distratta degli insegnanti o le loro lacrime per non aver potuto fare quei collegamenti che hanno preparato per mesi o lo spettacolo - rarissimo e stupendo - di chi sarà davvero se stesso ci sbatterà in faccia la realtà. VC