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SCUOLA/ Bonus docenti, un esempio di comitato di valutazione all'opera

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Ad esempio:

all'interno dell'area a) "qualità dell'insegnamento", descrittori di competenza potrebbero essere: 

- "il docente conosce ed applica tecniche diversificate di insegnamento"; 

- "il docente conosce ed applica strategie diversificate di gestione della classe";

- "il docente conosce le modalità di apprendimento degli alunni e i fattori che influenzano l'apprendimento"…

2. Individuate le competenze che definiscono il profilo del docente, le stesse sono sottoposte al vaglio di indicatori.

Sempre rimanendo all'interno degli esempi indicati, la competenza: "il docente conosce le modalità di apprendimento degli alunni e i fattori che influenzano l'apprendimento" può essere rilevata attraverso la presenza dei seguenti indicatori:

- "il docente utilizza differenti strategie motivazionali";

- "il docente applica le misure dispensative e gli strumenti compensativi nei confronti di alunni con bisogni educativi speciali";

- "il docente tiene conto dei diversi stili d'apprendimento degli alunni nel predisporre i materiali per l'insegnamento";

- "il docente promuove pratiche autovalutative negli alunni"…

A questo punto, il docente è invitato a compilare lo schema, contenente i criteri per la valorizzazione, indicando con quale ricorsività, con quale frequenza attui i comportamenti lì indicati. Si può pensare a una sequenza di 7 livelli, che corrisponde a: mai; molto raramente; raramente; qualche volta; frequentemente; spesso; sempre; — oppure ad una semplice tabella con: sì, no, a volte, non applicabile.

3.  Laddove il docente registri positivamente il proprio operato, è chiamato a darne le evidenze documentali, che possono essere presenti nei documenti della scuola (ad es. la progettazione didattica-disciplinare, il registro personale, la relazione di un'attività svolta, …) oppure "narrate" dal docente stesso, anche sostenute con video, foto e materiali diversi, e allegate alla propria autovalutazione.

L'itinerario qui proposto permetterebbe, da un lato, al docente di "specchiarsi" nel profilo professionale richiesto dalla scuola d'appartenenza e quindi di cercare/trovare le modalità per corrispondervi; dall'altro, permetterebbe al dirigente di avere a disposizione evidenze documentate (o, per contro, non trovare riscontri) per poter con cognizione assegnare il bonus ai docenti meritevoli.

Poiché tutte e tre le aree indicate dalla legge 107 (qualità insegnamento,  innovazione e ricerca, organizzazione) rappresentano la completezza della figura docente, è opportuno, anche in queste prime battute di assegnazione del bonus, valorizzarle tutte e tre, magari attribuendo un peso diverso alle stesse: in questo, va prestata attenzione ai docenti (es. collaboratori vicari con distacco totale) che non hanno la funzione "qualità dell'insegnamento", perché non presenti in aula.

Resta aperto, ma è di difficile attuazione quest'anno, vista la tempistica stretta all'interno della quale si è dovuto operare, il problema della reputazione esterna del docente da valorizzare: se infatti, lo schema proposto viene compilato dal docente, in una sorta di autovalutazione, e passato al vaglio dal dirigente scolastico, che apporterà gli opportuni correttivi, si tratta ancora di trovare la modalità per capire chi sono, in una scuola, gli insegnanti la cui buona reputazione professionale sia da tutti condivisa: si tratta cioè di raccogliere informazioni anche dai colleghi, dall'utenza (genitori e alunni) e dal territorio in generale.

Per questo ulteriore passo nella direzione della trasparenza e dell'equità, i comitati di valutazione saranno impegnati sicuramente i prossimi anni.



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