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SCUOLA/ Renzi, passato e presente di una riforma senza "testa"

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Di questi due elementi che definiscono il nuovo spazio educativo e scolastico al passaggio tra ventesimo e ventunesimo secolo, il progetto del governo Renzi condivide insieme l'illusione efficientista (i più veloci andranno più lontano) e il fastidio evidente per la dimensione burocratica della scuola nazionale da trattare con gli strumenti adeguati, e cioè altrettanto burocratici. In maniera particolare, ciò che ne caratterizza l'impegno è ancora una volta la totale disattenzione al tema dei programmi (si pensi soltanto al buco nero che sono gli istituti professionali) e la drastica riduzione del problema degli insegnanti alle condizioni della loro impiegabilità. Nella convinzione sbagliata che le parti più dinamiche della società italiana sapranno darsi la scuola all'altezza delle loro esigenze. Per tutti gli altri bastano tablet e un po' di inglese.



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COMMENTI
27/05/2016 - Docenti come fanti controllati da droni (Vincenzo Pascuzzi)

Sintesi pregevole dell’accaduto e della situazione. La scuola è COSTRETTA a passare da una dimensione essenzialmente orizzontale (come è il suo nucleo essenziale costituito dal binomio docente-discente/i) e collegiale a una situazione innaturale e di tipo verticale (v. organigramma con preside al vertice + staff). La didattica diventa serva della organizzazione e della gerarchia. I docenti vengono ridotti a impiegati (v. commento di Roberto Castenetto), diventano quasi scolaretti del DS, del suo staff, degli esperti/colonizzatori esterni. I docenti vengono a trovarsi come obsolete truppe di terra controllate, minacciate, incalzate da aerei o droni: a questi toccherà onore e gloria (ma è ancora da vedere ….), ai docenti i rischi, la fatica, le critiche, i rimproveri e la responsabilità degli insuccessi. Non dimentichiamo che Renzi ha scritto la Buona Scuola sotto dettatura di industriali e finanzieri (1). I DS sembrano interessati e convinti della legge 107 (o stanno abboccando?) anche se ciò non è del tutto chiaro e scontato: “I dirigenti decidano da che parte stare: dalla parte della burocrazia o dalla parte della scuola” (v. altro commento di Roberto Castenetto - 16.5.2016). Inoltre, adesso il governo accredita i DS come ‘motori di cambiamento’!? ------- (1) Un tempo si sarebbe detto: la scuola dei padroni https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2015/10/19/vivalascuola-202/

 
26/05/2016 - riforme (roberto castenetto)

La crisi dei programmi scolastici e delle discipline si constata ormai da anni. Negli ultimi tempi, tra l'alto, si assiste al proliferare delle progettazioni, sia interne sia esterne alla scuola. Il risultato spesso è la sostituzione del docente con esperti o della disciplina con attività di altro tipo (cinema, video, teatro, ecc), che finiscono per colonizzare la scuola. La riduzione dei docenti a impiegati, da utilizzare in varie mansione è coerente a tale quadro. L'intervento dei genitori è certamente sempre più caratterizzato da una preoccupazione per il successo scolastico dei figli, reale o fittizio che sia. Non riguarda invece i contenuti dell'insegnamento, spesso sottratti agli stessi docenti, come detto. Una scuola dunque come luogo di "socializzazione" e non di apprendimento e maturazione globale della persona. Servirebbe invece una scuola capace ancora di trasmettere un patrimonio di conoscenze, di sviluppare l'uso della ragione, in tutti i suoi aspetti, e di insegnare a convivere nel rispetto di tutti. Ma per questo è necessario che i docenti recuperino il "mestiere".