BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA'/ "Povera" e poco attrattiva: l'Anvur fa la mappa della crisi

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

b) Le politiche educative sono un punto debole del sistema italiano, e le molte riforme che si sono susseguite, spesso non supportate dai necessari finanziamenti, hanno causato perplessità e disaffezione negli atenei e fra i docenti. Il relatore, Daniele Checchi, ha avuto parole di lode per la "disponibilità del sistema a sottoporsi a procedure di valutazione e responsabilizzazione", benché le risorse a disposizione fossero "decisamente insoddisfacenti se rapportate al contesto internazionale". La mia personale esperienza all'interno di Anvur mi induce però ad una minore ottimismo, perché ho constatato resistenze tenaci se non una malcelata ostilità nei confronti della valutazione, piuttosto che una disponibilità a collaborare per migliorare il sistema, ma si può sperare che una volta partiti, e aggiustato il tiro su alcuni aspetti negativi, questa collaborazione effettivamente si generalizzi. 

c) Continua a mancare una differenziazione tra indirizzi: la lotta alla dispersione passa anche dalla capacità di ampliare l'offerta non accademica, oggi limitata a poche decine di migliaia di studenti iscritti ai percorsi di formazione tecnica superiore. Il diploma universitario, che aveva costituito un apprezzabile e apprezzato tentativo di superare il pregiudizio accademico, è stato abolito senza una seria valutazione degli esiti. Il settore delle Afam, che con accademie pubbliche e private e conservatori potrebbe costituire un polo di attrazione per studenti stranieri, è in attesa di regolamentazione da sedici anni, e comprende istituzioni di qualità disomogenea. Il settore sta cercando di organizzarsi, ad esempio proponendo per i corsi di fashion meccanismi di accreditamento da parte di professionisti, ma in mancanza di un assetto definitivo, che Mancini ha promesso pubblicamente (ma su cui nutro un certo scetticismo, visto che da quando me ne occupavo io quasi nulla è cambiato)  anche queste meritorie iniziative rischiano di avere poco spazio.

Quanto al ruolo dell'Anvur, estensore del Rapporto, ma soprattutto Agenzia che si propone attraverso la valutazione di migliorare l'offerta di istruzione di terzo livello, il nuovo presidente, Andrea Graziosi, ha notato per l'ennesima volta che "la struttura dell'Anvur è decisamente inadeguata per l'insieme estremamente ampio di attività che le competono", soprattutto confrontata con analoghe agenzie straniere. Nonostante ciò, i membri del consiglio direttivo e i ricercatori sono riusciti ad avviare un processo che, sia pure con correzioni e adeguamenti, sembra irreversibile. 

Questa è l'impressione che ho avuto da "interna" alla presentazione del primo rapporto e da "esterna" alla presentazione del secondo: e mi auguro che sia così, per la salute complessiva di un'università che più di ogni altra istituzione ha il compito di valorizzare l'insostituibile capitale umano costituito dai giovani, capitale che sarebbe folle, oltre che iniquo, sprecare. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.