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SCUOLA/ Non si sa un'acca di diritto (però l'educazione finanziaria la fanno le banche): è normale?

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Certo non è di buon auspicio leggere recenti dichiarazioni di Giannini e Renzi. La prima ha giudicato incongruo che gli esclusi dal concorso a cattedra abbiano pensato di rivolgersi ai Tar, il secondo ha giudicato, in un intervento alla scuola di formazione politica del Pd e prima di conoscerne l'esito, uno spreco di denaro pubblico il  referendum del 17 aprile. Salvo cambiare repentinamente opinione a proposito della madre di tutte le battaglie, il referendum confermativo di ottobre.

Ai miei studenti provo, faticosamente, a spiegare in cosa consiste lo Stato di diritto. 

Poi leggo quelle dichiarazioni degli attuali responsabili della "buona scuola" e mi chiedo: ma di cosa parliamo?

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COMMENTI
28/05/2016 - Diritto ed economia: discipline diverse (Giuseppe Crippa)

Ringrazio il prof. Labella per l’interessante articolo e condivido la sua considerazione che sarebbe bene che materie quali il diritto e l’economia siano insegnate da docenti specializzati (anche se sul loro reclutamento immagino non sarei d’accordo con l’autore…) e non da personale “parabancario” di qualsivoglia livello di competenza specifica … e di incompetenza didattica. Mi (e gli) chiedo però perché sia così sicuro che sia bene che gli stessi docenti insegnino sia diritto che economia: non è affatto scontato che le due competenze coesistano negli stessi soggetti. Preferirei decisamente la “separazione delle carriere”!

RISPOSTA:

Gentile Crippa in astratto potrei anche essere d'accordo con la sua obiezione. Potrei, però, farle l'esempio del mio percorso universitario (Scienze politiche) caratterizzato da esami sia di Diritto che di Economia. Ma il punto non è questo anche perché la recente riorganizzazione delle classi di concorso della Giannini, ancorché funestata da errori di ogni tipo, non ha portato alla separazione. Il punto è piuttosto un altro e riguarda la "neutralità" della scelta di eliminare e di mantenere l'eliminazione (ancora una volta da Gelmini a Giannini senza soluzione di continuità) dello studio del Diritto e dell'Economia.Con i miei colleghi del Coordinamento nazionale siamo convinti da tempo che la scelta sia mirata, non casuale e condivisa da destra a "sinistra". Lei pensa che se ci fosse una conoscenza diversa, ad esempio, sulla riforma costituzionale sarebbe possibile per i sostenitori del SI spararle grosse come fanno quotidianamente? Citare, ad esempio, la tradizione monocameralista della sinistra, evocando e scomodando persino i leaders morti, quando la riforma mantiene e peggiora il bicameralismo visto che elimina, per il Senato, la sovranità popolare? E questo giudizio non è mio ma del prof. Alessandro Pace. Ma ci sarà tempo di riparlarne. Ora la brutta scuola di Renzi mantiene la scelta di non far acquisire agli studenti le competenze di cittadinanza. Anche questo l'ha chiesto l'Europa, dal 2006. Ma Renzi, Giannini, Faraone, Puglisi, Malpezzi non ci sentono. FL