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ESAME DI MATURITA' 2016/ Cari maturandi, è una guerra (ma non dimenticate Chesterton)

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ESAME DI MATURITA' 2016. Cari maturandi, per affrontare lo studio della storia e della filosofia in vista dell'esame di maturità può essere utile ricorrere all'immagine della guerra

L'esame di stato è come una guerra, fredda certamente, senza spargimenti di sangue. Una guerra in cui c'è in gioco l'attraversamento e il superamento di una crisi e che va combattuta con l'obiettivo di una vittoria sentita come necessaria.

In questa prospettiva si deve considerare lo studio della storia e della filosofia come facente parte di un piano di azione ben più grande, inquadrato in una lotta in cui si è comunque ingaggiati, volenti o nolenti. Una guerra che segna il termine di un lungo e importantissimo quinquennio di vita e di studio; una guerra che fa da confine tra il "non più" dell'adolescenza fuggita e il "non ancora" della vita che verrà, tanto attesa e piena di speranze. 

Il primo consiglio allora, prima di tuffarsi in un ripasso matto e disperatissimo, è di farsi aiutare da docenti e compagni a riconquistare la consapevolezza del senso e dello scopo delle discipline: "che cos'è la filosofia?"; "che cos'è la storia?". I nemici da sconfiggere, in questo senso, sono da un lato la scontatezza e l'insignificanza delle nozioni imparate meccanicamente, dall'altro la rassegnazione e il fatalismo che vi abbattono il morale. 

Prima di ogni sessione di studio chiediamoci dunque: è ancora viva in noi la tensione filosofica alla conoscenza del significato della totalità? È ancora vibrante in noi il desiderio per una comprensione non scontata e non ingenua dell'uomo e del mondo? Abbiamo ancora la percezione viva e umile della complessità e della drammaticità degli eventi della storia?

Curiosità e consapevolezza saranno i vostri più forti alleati, poiché i commissari d'esame più attenti e seri se ne accorgeranno e vi valuteranno proprio in base a come arriverete all'esame. I docenti più distratti o disillusi, forse, vi ringrazieranno con gli occhi luminosi per averli risvegliati dal sonno della loro ragione. I docenti leali e appassionati ne riceveranno meritato conforto. I nozionisti distaccati e gli altezzosi sono e saranno pena a se stessi e allora cercate soltanto di compiacerli, quanto basta per salvarvi la pelle.

Il secondo consiglio è di crearsi una grande mappa delle principali domande che la filosofia e la storia contemporanee vi pongono. Si può agilmente procedere seguendo il programma presentato dal vostro docente (che va conosciuto come nome e cognome!) attraverso il filo di alcune parole e concetti chiave. 

Per la filosofia, ad esempio, è importante chiedersi e sapere come sono stati affrontati (da Fichte fino a Heidegger, da Hegel a Popper) le problematiche circa la natura del soggetto, l'idea di ragione, la concezione della realtà, lo statuto della scienza, il valore conoscitivo dell'arte, l'evoluzione dei concetti di comunità e di stato, la fondazione dei valori etici, le possibilità del linguaggio, il problema del divino e del sacro



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