BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA'/ 2,5 mld alla ricerca, buona cosa: ora mancano 2 mosse (decisive)

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Certo questi soldi non bastano ancora e siamo ancora lontani dal traguardo di portare al 3% sul Pil la percentuale di stanziamenti per la ricerca; un traguardo indicato nella petizione lanciata nei giorni scorsi dal fisico Giorgio Parisi e che sta raccogliendo migliaia di adesioni. In ogni caso non si tratta di un obiettivo fantasioso, visto che alcuni Paesi lo raggiungono già (Svezia, Finlandia, Giappone, Usa…) e che comunque la media europea è intorno al 2%.

Soprattutto i soldi non basteranno se il piano finanziario non sarà accompagnato da una ben più impegnativa azione culturale. Questa sì è una tendenza che in Italia non si riesce a invertire: continua a persistere un'idea di scienza come qualcosa di lontano dalle vere esigenze dell'uomo, stretta tra gli scogli di un arido formalismo e di un acritico asservimento a logiche di mercato; permane la difficoltà di dare alla ricerca tutta la sua dignità conoscitiva e tutta la sua carica umanizzante, così che il lavoro scientifico possa essere riconosciuto come prezioso servizio alla società prima ancora che per i suoi risultati immediati.

Solo questo può far compiere i due passi decisivi per un reale mutamento di rotta. Da un lato valorizzare adeguatamente le notevoli risorse di ingegno e di creatività ancora molto presenti tra i nostri giovani e ampiamente apprezzate nell'ambito dei progetti internazionali: basta fare un giro al Cern o esaminare i programmi dell'Esa (Agenzia Spaziale Europea) per sentire affiorare ovunque l'impronta della formazione scientifica made in Italy.

Dall'altro, dare fondamento e consistenza culturale riconoscibile ai grandi programmi, specie quelli più innovativi e di frontiera che, pur essendo specialistici, paradossalmente richiedono non solo competenze settoriali ma soprattutto visione, ideali, conoscenze di fondo: basti pensare alle bioscienze e a tutte le loro implicazioni etiche, sociali, giuridiche…

Senza compiere in modo deciso questi due passi, risulta un po' difficile pensare alla piena attuazione delle linee d'azione che il piano prevede e in particolare di quella che assorbe la parte maggiore del budget e cioè quella dedicata al Capitale umano, che "mette al centro della strategia le persone della ricerca pubblica e privata, con l'obiettivo di formare, potenziare, incrementare il numero dei ricercatori, creando un contesto e delle opportunità in grado di stimolare i migliori talenti e renderli protagonisti della produzione e del trasferimento di conoscenza alla società nel suo complesso".



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.