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SCUOLA/ Nuove tecnologie, il punto debole è la formazione dei prof

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Per sfruttare a pieno le potenzialità dello strumento è necessario però un lavoro di analisi disciplinare: bisogna cioè far emergere gli aspetti della propria materia che più possono giovarsi della tecnologia. Questa analisi è di competenza di singoli insegnanti, ma anche di associazioni e enti di ricerca. Per la "Bottega dell'insegnare" di Diesse (Italiano lingua) nel 2013 abbiamo dedicato la nostra attività  alla "grammatica visiva" e alla rappresentazione grafica di concetti linguistici come la struttura sintagmatica e la gerarchia sintattica di frasi, o la struttura logico-argomentativa di testi. 

Oggi esistono Linee guida per il "Piano nazionale scuola digitale" che prevedono azioni in diversi campi: dalla possibilità di accesso delle scuole alle competenze degli studenti, dalla formazione degli insegnanti alle risorse. Come Azione 23 (pagina 98 ss.) troviamo la "Promozione delle risorse educative aperte e linee guida su autoproduzione dei contenuti didattici digitali", con l'intenzione di valorizzare le scuole che si attivano per produrre materiali e metterli a disposizione sul web. Sono noti gli esperimenti di autoproduzione di testi scolastici in intere reti di scuole (es. in provincia di Bari) in alternativa alle adozioni tradizionali. 

Il documento stesso avverte però dell'esistenza di rischi concreti, notando che "se questo allargamento degli strumenti e dei contenuti disponibili è basato su una adeguata capacità di valutazione e di scelta, e se l'integrazione è efficace, la qualità della formazione e dell'apprendimento potrà migliorare sensibilmente. Senza queste condizioni, tuttavia, si può correre il rischio opposto". Infatti se è evidente l'interesse per "il contenimento del costo e/o del peso dei libri di testo da un lato, il miglioramento dell'efficacia, della capacità espressiva e della varietà dei contenuti di apprendimento usati dall'altro", di una certa "ambiguità legata al perseguimento di finalità legittime ma diverse è rimasta vittima in particolare la possibilità di autoproduzione collaborativa di contenuti di apprendimento". 

Per risolvere il problema, le Linee guida prevedono un "tavolo tecnico" che possa "assicurare alle scuole delle linee guida con dei criteri chiari per valutare l'efficacia e l'utilizzabilità tecnica delle risorse di apprendimento digitali utilizzate nelle occasioni di formazione formale". Ma non bastano linee guida in presenza di una ricca e incontrollata produzione che già popola il web: la validazione degli strumenti non può essere sottovalutata ed ha ancora bisogno della rete offerta da enti di ricerca, associazioni disciplinari e professionali e singoli ricercatori. In questo senso l'attività di soggetti come Diesse offre un filtro reale, confermato dai suoi stessi associati, di quanto viene prodotto al suo interno (documentazione, progetti sperimentali, materiali pubblicati). Le attività delle Botteghe consistono appunto nella messa alla prova sul campo di quanto via via viene elaborato e sottoposto alla supervisione dei cosiddetti "maestri di bottega" (i formatori di Diesse). 



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COMMENTI
08/05/2016 - Fuori gli insegnanti anziani e dentro i giovani (chiara gentili)

Se pensano che un/a ultrasessantenne possa approcciarsi alle nuove tecnologie con gli stessi risultati di un/a trenta/quarantenne, stanno sbagliando sonoramente.