BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Quanti Ciàula abbiamo conosciuto?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Oggi un ragazzo ha tremato di stupore davanti a un verso, a un'immagine, a una scoperta. Bene, metti la spunta sulla tua schedina personale, docente, perché il miracolo è avvenuto. Magari sarà poco ministerially correct, però quella luce è l'unica cosa che resterà al termine di una giornata, di un anno di scuola, o addirittura di tutto un ciclo scolastico.

Ciàula "scopre" la luna. La conoscenza è una scoperta fatta con stupore. Non basta avere "inteso", dice il grande padre Dante, senza il "ritenere". Non basta capire: bisogna letteralmente "portarsi via" qualcosa, cullarselo dentro, per non perderlo più. Quante volte abbiamo concretamente favorito questa scoperta? Quante volte vi abbiamo accompagnato i nostri ragazzi? Quante volte ci siamo anche solo posti questo problema, questo obiettivo mentre "facevamo" il programma? Vorrei interrogarmi su queste cose molto serie, molto serie e importanti, alla fine di un anno scolastico. Non credo che vi siano domande più necessarie di queste.

Conoscenze, abilità, competenze… un robot può arrivare a possederle al massimo grado. Diverso è il caso della luce negli occhi: quella è imprevedibile, improgrammabile, in una parola: umana. Ma quella, noi docenti, non siamo tenuti a dichiararla. Quasi come se non valesse neppure la pena di metterla a tema.

La luce che brilla negli occhi ha a che vedere con lo stupore di Ciàula davanti alla notte lunare. Lo stupore non è quantificabile, perché è una questione di qualità, non di quantità, è di un ordine diverso, è un prodigio, un "novum" che accade. "Solo lo stupore conosce", ebbe a dire San Gregorio di Nissa più di milleseicento anni fa. Questo grande vescovo e teologo aveva ben chiaro qualcosa che la nostra "buona scuola" che guarda al futuro non sembra tenere nel dovuto conto. In questi anni abbiamo parlato di digitalizzazione, di aule informatiche, di Lim, di inglese nelle scuole, di alternanza scuola-lavoro, di presidi-manager, di qualità dell'insegnamento, ma non di stupore. E' il grande assente, pur essendo strettamente legato alla conoscenza.

E lo stupore non è qualcosa che riguarda solo i nostri studenti. E' qualcosa da mettere a tema tra gli insegnanti, perché è molto più facile che il prodigio accada, se c'è chi già vive quello che insegna come un prodigio. Insomma, per concludere, vorrei che il grande assente tornasse tra noi, tra i banchi di scuola, nelle aule professori, ma dichiarato o quanto meno desiderato come obiettivo, non appena presupposto.

E' un "volere la Luna"? Forse. Ma si può pretendere la Luna? Forse no. Però che bella avventura stare a fianco di Ciàula quando esce dalla caverna e rimane a bocca aperta nella notte "tutta piena del suo stupore"!



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.